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NUMERO 5 - 09/03/2016

L'approvazione del ddl Cirinnà fra riconoscimento dei diritti e scontro ideologico

È stato appena approvato, dopo mesi di accesa discussione in Senato e con il ricorso alla fiducia, il testo recante la Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze, cd. DDL Cirinnà. In attesa della sua approvazione definitiva alla Camera, che dovrebbe essere scontata alla luce del numero di parlamentari afferenti alla maggioranza in questo ramo del Parlamento, è possibile riflettere non solo sul contenuto del disegno di legge, a seguito dell’emendamento che ha “imposto” con il ricorso alla fiducia una “mediazione” rispetto alla versione originaria, ma anche sullo scontro ideologico che si è consumato in Parlamento sull’approvazione di una disciplina che si attendeva da anni e che sembrava dovuta, in ragione del contesto europeo, ma, soprattutto, delle pronunce della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo. Questo scontro testimonia come in Italia, sulle tematiche che riguardano i diritti fondamentali, la strada “laica” del confronto e del bilanciamento sia veramente sempre più ardua da percorrere, prevalendo logiche diverse, che portano anche gli stessi principi costituzionali all’impossibilità di essere bilanciati. Del resto, il dibattito parlamentare ha messo chiaramente in evidenza l’inadeguatezza dei nostri rappresentanti rispetto all’importanza del tema poiché non si sono fatti carico di un confronto e di soluzioni ampiamente condivise: di ciò è riprova la circostanza che la commissione Giustizia del Senato non abbia concluso i suoi lavori, che il testo sia arrivato in Parlamento senza che ci fosse un reale accordo fra le forze politiche, che in Aula la maggioranza favorevole al testo della riforma sia cambiata, avendo i parlamentari del Movimento cinque stelle modificato la loro opinione, e che sia stato imposto un altro tipo di mediazione che ha modificato il testo di legge eliminando la cd. stepchild adoption e che questa mediazione sia stata imposta dall’alto dal Governo con il ricorso alla fiducia... (segue)



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