Log in or Create account

NUMERO 10 - 18/05/2016

L'illusione della sovranità. Il Regno Unito tra elezioni locali e Brexit

In un clima politico dominato dalla campagna referendaria per il Brexit, il 5 maggio 2016 si sono svolte diverse elezioni nel Regno Unito: quelle per le tre assemblee devolute di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, per 124 local councils inglesi, per il sindaco e l’assemblea di Londra, per i sindaci di Bristol, Salford e Liverpool, due suppletive per il parlamento di Westminster e, infine, quelle per il rinnovo di 40 Police and Crime Commissioners(PCCs) in Inghilterra e Galles. A differenza delle elezioni politiche tenutesi un anno fa, nessuno dei risultati ottenuti nelle diverse consultazioni può definirsi particolarmente sorprendente, tanto che alcuni editorialisti hanno evidenziato il carattere “unremarkable” di questo voto. Per quanto riguarda le elezioni dei sindaci queste sono state tutte vinte dal partito laburista. In particolare a Londra - dove, come noto, nel 1999 è stato istituito un nuovo ente locale, la Greater London Authority, composta da un sindaco e un’assemblea di 25 membri, eletti direttamente a partire dal 2000 - dopo 8 anni di governo del conservatore Boris Johnson, è stato eletto il laburista Sadiq Khan. Avvocato specializzato in diritti umani e già ministro dei Trasporti nel governo Brown, Khan è il primo sindaco musulmano di una capitale europea. Il voto rappresenta un segnale importante per una metropoli cosmopolita come Londra, anche perché lo sfidante, il conservatore Zac Goldsmith, aveva improntato i toni della campagna elettorale proprio facendo leva sulla paura del terrorismo e sull’accusa rivolta a Khan di simpatizzare con gli estremismi islamici. Khan, a differenza del suo predecessore Johnson – attualmente molto coinvolto nella battaglia a favore del Leave –, è un convinto europeista e sostenitore del Remain, mentre  Goldsmith è favorevole all’uscita dall’Unione. La sfida londinese si è segnalata anche per i toni da romanzo vittoriano che ha assunto: una contesa tra il ricco candidato conservatore, rampollo di una potente famiglia ebrea, educato nelle migliori scuole del Paese e il figlio di un autista pakistano immigrato che, appena eletto, ha dichiarato di voler rendere Londra una città in grado di garantire a tutti le “opportunities that my city gave to me”. Entrambi i candidati si sono comunque distinti rispetto ai leaders dei loro partiti, Khan perché non ha mai condiviso le posizioni socialiste e anti capitaliste di Corbyn, il quale ha partecipato di rado alla campagna elettorale, Goldsmith perché contrario all’Europa. Il sistema elettorale utilizzato per il sindaco di Londra è il supplementary voteche consente di esprimere, agli elettori che lo desiderano, anche un secondo voto nella scheda: dopo il conto dei primi voti Khan aveva raggiunto il 44,2%, e Goldsmith il 35%. Lo spoglio finale ha assegnato 1.310.143 voti (56,8%) a Kahn e 994.614 (43,2%) a Goldsmith. Nell’assemblea, invece, il partito laburista ha ottenuto 12 seggi, 8 il partito conservatore, 2 i Verdi, 2 l’UKIP e 1 il partito liberal democratico... (segue)



NUMERO 10 - ALTRI ARTICOLI

Execution time: 37 ms - Your address is 54.146.50.80