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NUMERO 11 - 01/06/2016

La 'questione' istituzionale e costituzionale come questione politica

Il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 ebbe una gestazione lunga e complessa  di cui occorre tener conto per comprendere sino in fondo il contesto in cui si svolse e il lascito che ancora oggi celebriamo, come momento fondativo della nostra recente storia repubblicana. Nei tre anni che precedettero quella data affondano le loro radici gli eventi che condussero alla fase “costituente” (essi stessi in realtà eventi “costituenti”) e che strinsero, e stringono tutt’oggi, scelta per la Repubblica e Costituzione in un unico disegno, cementato dal ruolo fondamentale della politica e dei partiti. La cesura con il regime fascista, infatti, si era avuta tre anni prima ed esattamente la sera del 24 luglio 1943 quando a Palazzo Venezia si riunì il Gran Consiglio che approvo, a seguito di una drammatica riunione, l’ordine del giorno Grandi con cui si richiedeva l’immediato ripristino di tutte le funzioni statali “attribuendo alla Corona, al Gran Consiglio, al Governo, al Parlamento, alle corporazioni i compiti e le responsabilità stabiliti dalle nostre leggi statutarie e costituzionali”, e con cui si invitava il Re ad assumere l’effettivo comando delle Forze armate, ai sensi dell’art. 5 dello Statuto del Regno. Il giorno successivo Mussolini, recatosi dal Re per riferirgli delle decisioni assunte dal Gran Consiglio, fu dichiarato dimissionario dallo stesso Re ed arrestato subito dopo. Sempre il 25 luglio il Re nominò Badoglio Presidente del Consiglio, con l’intento di proseguire la guerra e di restaurare il precedente ordinamento statutario. Tutto quello che successe di li in poi fu imprevedibilmente (per coloro che immaginavano di ripristinare l’ordine precedente) connesso all’impetuoso irrompere dei partiti politici nella vita politico-istituzionale italiana. Così, il 3 agosto successivo il Comitato presieduto da Bonomi presentò la richiesta di rottura dell’Alleanza con la Germania e di cessazione della guerra cui seguì, come noto, il tentativo del Re e di Badoglio di rompere, senza fortuna poichè privi di qualunque progetto politico,  l’Alleanza. Dopo l’8 settembre e con un Italia quasi completamente in balia dei tedeschi, i partiti politici antifascisti presero in mano i destini dell’Italia e, oltre ad organizzare la resistenza militare, il 16 ottobre dello stesso anno si costituirono in Comitato di liberazione nazionale e chiesero il diritto di autodecisione istituzionale per il popolo italiano alla fine della guerra e, intanto, la formazione di un governo provvisorio con pieni poteri, costituito dai medesimi partiti... (segue)



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