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NUMERO 12 - 14/06/2017

Convergenze tra le Carte e criticità tra le Corti nel dialogo tra Giudici supremi

Nello scegliere il titolo del mio intervento, mi sono chiesto se l’aggettivo “supremo” riferito alle Corti di cd. ultima istanza sia ancora pertinente nell’attuale realtà ordinamentale multilivello o se non ci si debba accontentare più semplicemente dell’aggettivo “superiore”, in un’ottica peraltro ancora  prevalentemente interna, per sottolineare il carattere dialogico più che gerarchico che informa il dialogo tra Giudici appartenenti a ordinamenti diversi. E’ infatti oramai condiviso che la tutela dei diritti nello spazio europeo (e non solo) avvenga prevalentemente ad opera delle Corti. Si tratta di un’opera non sempre semplice, perché il ruolo delle Corti “sovranazionali” (CEDU e Corte di giustizia, ma in questa sede si terrà conto in prevalenza della seconda, anche se l’intreccio con la posizione della Corte EDU è per certi versi inestricabile) si muove in una logica e su basi legali spesso diverse tra loro e da quelle dei giudici nazionali. E questi ultimi, ovviamente, sono disciplinati da Carte costituzionali che, per quanto condividano in generale i princìpi portanti della giurisdizione, nondimeno restano distinte tra loro. Nell’intervento -necessariamente schematico- farò prevalente riferimento, sotto il profilo dell’oggetto, ai diritti fondamentali e, quanto alle fonti, alla Carta UE dei diritti fondamentali (la cd. Carta di Nizza), anche alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia. Tale giurisprudenza, peraltro, sarà richiamata nella misura occorrente per consentire di valutare l’uso e l’applicazione che il giudice nazionale unitariamente considerato, ma in particolare il giudice amministrativo, faccia o possa fare della Carta di Nizza, una volta che a questa è stata riconosciuta il rango di fonte primaria. E si richiameranno alcune sentenze del Consiglio di Stato nonché alcune tematiche connesse. Il tema ci consente altresì, sullo sfondo, uno spunto di riflessione su due aspetti, per più versi connessi tra loro: il sistema di tutela dei diritti fondamentali in Europa; il concorso dei giudici al processo di integrazione europea. In un momento di crisi delle istituzioni rappresentative europee e, più in generale, della politica, accade –secondo un processo simile a ciò che accade negli ordinamenti nazionali- che le Corti assumano una rilevanza centrale nel sistema delle tutele e, conseguentemente, nel processo di integrazione europea: muovendo dal piano dei diritti, ma finendo per creare un patrimonio di valori e di princìpi che, nella misura in cui siano condivisi, fungono da collante tra istituzioni e, in ultima analisi, tra popolazioni dell’Europa. Del resto è stata sottolineata da più parti (Van Canaeghem, ne I sistemi giuridici europei) l’importanza dei giuristi nella costruzione del processo di integrazione europea... (segue)



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