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Numero 5 - 09 marzo 2011 NORMATIVA [24]    GIURISPRUDENZA [25]    DOCUMENTAZIONE [38]

La Costituzione: dall'Unità d'Italia all'unione degli italiani

Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II°, Re di Sardegna, diventava – per grazia divina, ma soprattutto per volontà della nazione – Re d’Italia, dando inizio così al lungo percorso dell’unità d’Italia. Quale il modo migliore per ricordare adeguatamente un evento tanto importante per la storia del nostro Paese? 
Ha ancora senso, oggi, parlare di unità d’Italia, di identità italiana, di fronte ad una prospettiva europea o addirittura globale, in cui le identità nazionali corrono il rischio di perdersi nel multiculturalismo se non nella multietnicità; o, al contrario, di fronte alle tendenze opposte del localismo e della chiusura, alle mire secessioniste che oggi si fronteggiano al nord come al sud? E’ ancora possibile e utile guardare al passato, al fine di trarne qualche insegnamento per il presente e per il futuro, secondo la scritta che si legge nel campo di concentramento di Dachau: “chi ignora il passato è condannato a ripeterlo”?
Per rispondere, è opportuno uno sguardo retrospettivo ai centocinquanta anni trascorsi; una parabola che ha preso l’avvio da una unificazione la quale si è sviluppata attraverso le guerre di indipendenza: le prime tre per realizzarla, la quarta (la guerra del ’15-’18) per consolidarla, completando il primo Risorgimento. Ma in quella parabola si collocano anche il fascismo, la seconda guerra mondiale, la sconfitta, la perdita dell’unità nazionale, quando il paese tornò nuovamente a dividersi tra il Regno del Sud e la Repubblica Sociale al Nord. Infine, nella parabola si collocano la Resistenza, la guerra civile, il secondo Risorgimento, per giungere alla scelta repubblicana e alla Costituzione, che rappresenta – anche cronologicamente – il momento centrale e attuale della nostra esperienza e della nostra vita unitarie.
Bisogna quindi volgere lo sguardo alla Costituzione – alla sua origine, alla sua scrittura, alla sua attuazione (certamente incompleta) – per celebrare questi centocinquanta anni; e vorrei provare a farlo con le parole – quanto mai attuali – di due miei autorevolissimi predecessori.
Enrico De Nicola era un liberale monarchico, che divenne Capo provvisorio dello Stato e poi primo Presidente della Corte Costituzionale. Alla prima udienza di quest’ultima, nel 1956, disse: “La Costituzione è poco conosciuta anche da chi ne parla con saccenza. Deve essere divulgata senza indugio prima che sia troppo tardi”. Leopoldo Elia – anch’egli Presidente della Corte – nel 2008, in occasione del sessantesimo anniversario della Costituzione, ricordava che “essa è profondamente attuale, ha saputo comprendere fenomeni nuovi, non previsti quando venne scritta”. Si riferiva a temi come l’ambiente, la privacy, il mercato e la concorrenza, la dimensione europea; temi che la Costituzione ha certamente saputo intuire e cogliere, consentendone lo sviluppo, l’attuazione e la tutela, pur senza averli previsti esplicitamente...

Note sul diritto fondamentale all'acqua. Proprietà del bene, gestione del servizio, ideologie della privatizzazione


Diritto all’acqua e previsioni costituzionali. – Il diritto all’acqua – il suo riproporsi come problema, per la negazione di cui soffre in forza degli stati di crisi e di conflitto armato, mai sopiti ovunque e del tutto, e per essere la sua violazione l’indicatore di perduranti diseguaglianze tra singoli o gruppi sociali e tra parti del mondo – è lo “scandalo”, la pietra d’inciampo in ogni percorso, teorico o dogmatico... (segue)

Considerazioni, a prima lettura, sulle sentenze del gennaio 2011 sull'ammissibilità dei referendum abrogativi

Un’analisi “a prima lettura” delle decisioni sull’ammissibilità dei sei referendum presentati nel 2010 (sentenze nn. 24, 25, 26, 27, 28 e 29 del 2011) consente di cogliere una tendenza della Corte al riordino degli intricati schemi di giudizio sviluppatisi a partire dalla decisione n. 16 del 1978. Non che tale dato costituisca una radicale novità: forse è proprio la complessità che oramai caratterizza l’armamentario richiesto per questa peculiare tipologia di giudizi ad imporre, ogni qualvolta si presenti l’occasione per un suo utilizzo, una preliminare... (segue) 

La Corte alle prese con una nuova declinazione del principio di leale collaborazione: la collaborazione 'irrituale' (note a prima lettura a margine di Corte cost., sent. n. 33/2011)


La decisione della Corte costituzionale n. 33 del 2 febbraio 2011 riveste sicuramente un indubbio rilievo per l’oggetto, il d.lgs. n. 31/2010 in tema di energia nucleare; ma non meno importanza assume per alcuni passaggi argomentativi in relazione al principio di leale collaborazione. In queste brevi considerazioni a prima lettura non si darà conto di tutte... (segue)

Sulla valenza ricognitiva del decreto 'salva - leggi'. Prime riflessioni a margine di Corte Cost., sent. 1 dicembre 2010, n. 346


Con l’ordinanza 1 dicembre 2010, n. 346 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi 1 e 2, del d.lgs. 1 dicembre 2009, n. 179 (“Disposizioni legislative anteriori al 1 gennaio 1970, di cui si ritiene indispensabile la permanenza in vigore, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246”), nella parte in cui mantiene in vigore il r.d. 29 marzo 1923, n. 800 (Allegato 2, n. 190) convertito... (segue)

L'interpretazione adeguatrice come criterio di risoluzione dei contrasti ermeneutici tra ordinamento interno e Convenzione europea dei diritti dell'uomo: profili dottrinali e giurisprudenziali

Come sosteneva Sergio P. Panunzio, il livello di integrazione normativa tra ordinamento interno ed ordinamento del Consiglio d’Europa è da considerarsi molto più debole rispetto a quello comunitario... (segue) 

Il discorso di David Cameron riaccende il dibattito sul multiculturalismo

Il dilemma sulle scelte politiche da adottare in tema di integrazione è all’ordine del giorno delle preoccupazioni dei maggiori leader europei. Qualche mese fa era stato un discorso di Angela Merkel a porre in questione il modello multiculturalista adottato in Germania. Per la Cancelliera tedesca, è arrivato il momento di riconoscere che il c.d. “multikulti”, dove tutti convivono felicemente fianco a fianco... (segue)

  • Note su alcuni recenti interventi presidenziali riferiti a procedimenti parlamentari di esame di atti legislativi del governo

    Si è avuto modo di approfondire in altra sede il ruolo del Capo dello Stato in sede di emanazione degli atti legislativi del Governo, evidenziandone specifici ed originali ambiti di intervento nella cornice costituzionale che ne qualifica i poteri.
    In questa occasione si desidera tornare sull’argomento in relazione a due recenti interventi presidenziali correlati, uno, al decreto legislativo in materia di federalismo municipale, e l’altro all’edizione 2011 del cd. “milleproroghe” (decreto-legge 22 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10). 
    Le presenti riflessioni, che si pubblicano dopo il completamento dell’iter di entrambi i provvedimenti... (segue)
  • Principi fondamentali per il coordinamento del sistema tributario e ricorso alla delega legislativa in materia di federalismo fiscale

    Con la conclusione - tutto sommato piuttosto rapida se si considera la rilevanza e complessità del provvedimento - del cammino parlamentare del cosiddetto disegno di legge “Calderoli” trasformatosi nella legge 5 maggio 2009, n. 42, dal titolo “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art. 119 della Costituzione”, nonché con l’avvio dell’articolato procedimento in esso previsto di elaborazione ed approvazione dei decreti legislativi, il fuoco del dibattito politico e scientifico si è spostato sulle soluzioni tecniche da adottare nei provvedimenti attuativi della delega in corso di redazione.... (segue)
     
  • Irlanda al voto nel segno della crisi economica. Il Fianna Faìl dopo 80 anni di governo è costretto a lasciare il posto ai suoi avversari

    Il 25 febbraio 2011, gli irlandesi sono stati chiamati alle urne con due anni di anticipo rispetto alla scadenza elettorale per rinnovare la Camera bassa del Parlamento irlandese e soprattutto sperare di poter voltare pagina dopo il peggiore crack finanziario nella storia dell’Isola. La decisione di chiedere al Presidente Mary McAleese lo scioglimento anticipato delle Camere e l’indizione delle elezioni generali per il 25 febbraio 2011 da parte del Taoiseach Brian Cowen, leader del Fianna Fáil, è giunta dall’impossibilità di portare avanti un minority government coalition, dopo che nell’ultima settimana di gennaio i verdi erano usciti... (segue) 

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