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Numero 21 - 02 novembre 2011 NORMATIVA [35]    GIURISPRUDENZA [25]    DOCUMENTAZIONE [20]

Quello che l'Europa chiede all'Italia

Con la chiusura nella settimana scorsa della due giorni (il 21 ed il 27 ottobre) del vertice dei capi di stato e di governo dell’Eurozona dedicato alla risoluzione del finanziamento del debito sovrano della Grecia (con relativa imposizione di una perdita del 50% sul debito detenuto da privati), all’approvazione del programma di riforme chiesto all’Italia, all’aumento del fondo salva Stati e alla ricapitalizzazione delle banche, si riteneva che l’Europa avesse superato il momento più difficile della crisi che sta attraversando. I giornali dei giorni successivi, intervistando i leader europei, evidenziavano un clima generale di euforia, peraltro manifestato dal positivo andamento dei mercati finanziari. Quanto accaduto tra venerdì e l’inizio di questa settimana con la caduta delle borse europee e di Wall Street, ed in particolare dei titoli bancari (compresi quelli delle banche francesi e tedesche maggiormente esposte nei confronti del debito greco), con la (improvvida?) decisione presa dal primo ministro Papandreu di sottoporre a referendum il piano dell’Ue, con l'aumento dello spread (salito ad oltre 400 punti base) dei rendimenti dei Bot decennali italiani rispetto al titolo di riferimento tedesco (Bund), con l’intervento della Bce nel mercato secondario per acquistare titoli di Stato italiani e spagnoli, sono tutti segnali di una situazione di crisi dell’euro non ancora superata e di decisioni adottate per far fronte al debito sovrano dei paesi dell’Eurozona non ritenute sufficienti dai mercati finanziari. Le domande che ci dobbiamo porre sono principalmente due. Che cosa l’Europa si attende dai paesi oggi in maggiore difficoltà nel finanziamento dei loro disavanzi e con fenomeni evidenti di recessione in atto nelle loro economie, in primis Grecia ed Italia; e che cosa i mercati chiedono all’Europa per dare credibilità e stabilità alla moneta unica. Ritengo che la risposta sia unica perché i fenomeni in esame, se pure distinti e con soluzioni che non possono essere che diverse da paese a paese, sono tra di loro strettamente interrelati e conseguenti ad una politica di governance dell’euro che è rimasta inapplicata, oltre che incompleta. Inizio con l’affermazione del Presidente Sarkozy, ma sostenuta anche da molti altri, pur meno illustri, commentatori, ripetuta in una diretta televisiva in Francia la sera del 27 ottobre, secondo il quale se non si fosse trovato l’accordo sulla Grecia sarebbe stata la fine dell’Europa, perché immediatamente dopo un altro paese, il nostro appunto, si sarebbe trovato nella medesima condizione... (segue)

Lo Stato sovrano dopo l'affermazione del modello democratico

C’è un vento freddo che spira sugli ordinamenti democratici e che inquieta fortemente. La crisi economica internazionale e i suoi riflessi sugli ordinamenti più deboli fanno rinascere gli incubi degli anni Venti e Trenta del secolo scorso.  Per essere concisi, mentre la paura dell’imprevisto e dell’incontrollabile attanaglia oramai le tradizionali società industriali avanzate e si riduce la copertura del cosiddetto Stato sociale, stiamo scoprendo che gli stati sono sempre meno sovrani e democratici e sempre più... (segue)

Profili di 'continuità' costituzionale nell'esperienza parlamentare italiana

La maturità dell’istituzione parlamentare si desume dal consolidamento della democrazia nella comunità politica come fattore anche culturale. In Italia l’efficacia del modello democratico ha consentito al Parlamento di rivelarsi centrale non solo nell’architettura istituzionale ma anche ai fini del superamento di passaggi cruciali proprio in virtù del consenso maturato nel Paese verso i valori della democrazia... (segue)

Les droits sociaux dans le constitutionnalisme contemporain et dans le droit de l'Union Européenne

Les droits sociaux fondamentaux: l’expérience des pays européens dans une optique comparative. Si l'on peut encore affirmer que le déficit démocratique et les dérives technocratiques rendent le système constitutionnel européen peu adéquat à élargir les horizons de la démocratie (pour le moins celle du système... (segue)  

Corte costituzionale e giudici comuni nell'adattamento della CEDU al diritto interno: tra tentativi di disapplicazione e obbligo di interpretazione conforme a Convenzione

L’interesse sviluppatosi negli ultimi decenni intorno alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo è stato sempre crescente sia da parte dei costituzionalisti che degli internazionalisti. In particolare negli ultimi venti anni del secolo appena trascorso è emersa una crescente insoddisfazione per il ruolo che veniva attribuito nel nostro ordinamento ai trattati relativi... (segue)
 

Gianfranco Miglio: il contributo al dibattito federalista in Italia e il 'falso federalismo' tedesco

Il 2011 è, a suo modo, un anno significativo per il dibattito sul federalismo in Italia. Il giorno 10 agosto, infatti, si compiono dieci anni dalla scomparsa di Gianfranco Miglio, certamente uno tra i maggiori studiosi dell’argomento e – probabilmente – uno dei più noti anche a un pubblico non di tecnici, se non altro a causa del suo impegno politico con la Lega Lombarda (non ancora Lega Nord) per due legislature in Senato... (segue)

Il ruolo della Germania nel processo di costruzione della Federazione europea nei primi scritti di Altiero Spinelli

L’idea di una federazione europea ha iniziato a prendere forma quando la Seconda guerra mondiale volgeva ormai a termine. Il rifiuto del militarismo che aveva condotto gli stati nazionali del Vecchio continente, e non solo, al conflitto costituiva le fondamenta su cui edificare la nascente costruzione europea.
Altiero Spinelli è stato il più fiero e tenace portabandiera degli ideali europeisti dedicando tutta la sua esistenza alla creazione... (segue)

I servizi idrici dopo il referendum: prime considerazioni

Raramente la regolamentazione di una commodity ha suscitato dibattiti tanto accessi nell’opinione pubblica, così come tra studiosi delle scienze sociali, principalmente tra gli economisti ed i giuristi... (segue)

La Corte costituzionale ed il cumulo dei mandati. Prime osservazioni su di una pronuncia (apparentemente?) risolutiva ma (volutamente?) 'zoppa'

Con la sent. 277/2011 la Corte costituzionale è intervenuta sulla ormai annosa questione del cumulo degli incarichi per i parlamentari... (segue)  

  • La 'par condicio' in Italia (a cura di F. Lanchester - R. Zaccaria)


    Par condicio è uno splendido brocardo per dire qualcosa che l’ideologia liberaldemocratica ha teorizzato alle sue origini, ovvero la necessità che vi sia nell’ambito delle competizioni elettorali e referendarie una eguaglianza tendenziale delle opportunità tra i concorrenti nell’orientamento dei cittadini aventi diritto al voto. Lo schema teorico, cui fa implicito riferimento la legge n. 28 del 2000, è costituito da un’arena in cui i singoli aventi diritto al voto chiedono informazioni per l’espressione dell’atto elettivo o deliberativo e le ottengono da soggetti interessati a fornirle sul piano dell’eguaglianza tendenziale. L’atto di votazione non può essere ristretto al mero momento costitutivo dell’espressione del voto, ma trova una fase fondamentale nella preparazione dello stesso, caratterizzata dalla formazione della volontà. La formazione della volontà non è soltanto quella del periodo strettamente elettorale, della cosiddetta campagna elettorale, ma   include   anche la stessa comunicazione politica...(segue)

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