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di Federico Gustavo Pizzetti
Il progetto 'pc ai giovani' nel quadro della promozione dell'eguaglianza digitale da parte dello Stato e delle Regioni
Nell’ambito dei progetti specificamente attivati nella xv legislatura dal Ministro senza portafoglio per l’innovazione e le tecnologie volti a ridurre il cosiddetto “digital divide” di alcune categorie sociali, particolare interesse può rivestire quello denominato «pc ai giovani» (ovvero, con una diversa intestazione legata ad un abbinato concorso, «Vola con Internet – pc ai Giovani»), al quale si sono poi affiancati i consimili progetti «pc alle famiglie» e «pc agli insegnanti».
Il progetto, originariamente, è stato previsto nell’ambito della seconda manovra finanziaria varata dal Governo Berlusconi ii ed ha costituito per quattro anni un tassello di una più ampia e complessa volontà politico-programmatica indirizzata a modernizzare il Paese e a portarlo, entro breve tempo, in una posizione di “leadership” nell’era digitale.
Nelle stesse dichiarazioni programmatiche rese dal Presidente del Consiglio al Senato della Repubblica in sede di richiesta ed ottenimento del voto di fiducia, infatti, si prendeva atto dell’avvento in Italia (ma non solo) di una società dell’informazione caratterizzata da straordinari progressi nelle tecnologie informatiche e di comunicazione elettronica e da conseguenti, profonde, trasformazioni economiche e sociali in grado di incidere in maniera rilevante anche sulla vita quotidiana dei cittadini.
Alla luce di questo nuovo e complesso scenario che si era aperto e che appariva in tumultuosa evoluzione, si sottolineava perciò la necessità di urgenti e precise scelte di politica pubblica.
Da questo punto di vista, come la stessa istituzione di un nuovo Ministro senza portafoglio con competenze specifiche per l’innovazione e la tecnologia manifestava il preciso intendimento di procedere all’elaborazione di una strategia nazionale complessiva e coerente nel settore, da tradursi poi in piani d’azione e progetti coordinati, così, già in sede di determinazione dell’indirizzo programmatico, venivano individuate alcune precise priorità di intervento, fra le quali spiccavano in particolare quelle inerenti alla promozione della cultura informatica, all’addestramento e alla formazione professionale continua nelle nuove tecnologie, al contrasto e alla prevenzione del “digital divide” – quest’ultimo espressamente indicato proprio come una sorta di “divisione” sussistente fra coloro che possono far parte e trarre benefici dai vantaggi della società dell’informazione e coloro che, invece, sono destinati a restarne irrimediabilmente al di fuori.
(Segue)
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