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di Gabriella Muscolo
Nuova codificazione della proprietà intellettuale e giudice delle leggi: la terza pronuncia della Corte Costituzionale
Già nel 1989, Natalino Irti, nel presentare l’ “ età della decodificazione” ( N: IRTI; L’ età della decodificazione”, Milano, 1989) preconizzava che la presenza dei codici, nei sistemi a capitalismo maturo, non si sarebbe tuttavia esaurita.
Infatti da un lato è ormai irreversibile il fenomeno della consolidazione di microsistemi di norme per singoli settori del diritto che corrispondono a statuti di singoli gruppi sociali e attuano quella glocalizzazione che fa da contrappeso al processo di globalizzazione giuridica, così ben illustrato da Michele Taruffo ( M. TARUFFO, Sui confini, Bari, 2002), si tratta di sistemi retti da propri autonomi e nuovi principi e in cui lo stesso rapporto di specialità tra norme si contestualizza e si svincola dalla legge comune.
D’ altro canto però al moltiplicarsi di leggi speciali si è affiancato un nuovo metodo di codificazione, che attua una risistemazione di interi settori del diritto, spesso implementando strumenti legislativi internazionali o europei con la tecnica legislativa della delega; si recupera così la capacità del “ codice” di durare nel tempo, adattandosi alla evoluzione degli ambienti regolati, ferma restando la specialità delle regole.
Giacchè, come è stato acutamente rilevato da Guido Alpa. “I modelli che circolano con maggiore rapidità e maggiore diffusione sono quelli dei rapporti economici” ( G. ALPA, Istituzioni di diritto privato, Torino, 2002)il settore di elezione di siffatta tecnica è divenuto quello del diritto dei mercati, nelle sue diverse articolazioni; due esempi per tutti sono sufficienti: quello del Codice del consumo, adottato con d.lgs. 6 settembre 2005 n. 206, a norma dell’ art. 7 della legge 29 luglio 2003 n.229, e quello del Codice della proprietà industriale (CPI), adottato con d.lgs 10 febbraio 2005 n. 30, a norma dell’ art. 15 della legge 12 dicembre 2002 n. 273 , entrambi fonti di un diritto ormai uniforme, il primo in Europa, il secondo in tutti i Paesi a economia avanzata.
(segue)
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