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di Elisabetta Vigato
Il federalismo fiscale ed i lavori preparatori. La corsa ad ostacoli di un progetto condiviso.
Il 29 aprile 2009 rappresenta una data importante per la storia dell’assetto finanziario italiano: l’approvazione in via definitiva della riforma del federalismo fiscale, con la l. n. 42/2009 recante “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art. 119 della Costituzione”.
L’iter parlamentare che ha avuto ad oggetto la discussione e l’approvazione della nuova legge sul federalismo fiscale è proceduto “magnis itineribus”: dalla versione iniziale del disegno di legge A.S. 1117 licenziato dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre 2008, i passi in avanti e le modifiche apportate sono stati significativi, in un’ottica bipartisan che ha condotto, in tempi celeri, alla riforma in atto.
Il processo di approvazione della l. n. 42/2009 è stato caratterizzato da una dialettica interistituzionale che ha valorizzato il confronto sia in sede parlamentare sia tra Regioni ed Enti locali, rivelandosi un elemento fondamentale per superare le diatribe sui punti nodali del testo.
Un dato evidente è che dopo l’inattività legislativa protattasi per oltre 8 anni, il federalismo fiscale ha visto la luce in 6 mesi, con tempi record ed una formula condivisa da entrambi gli schieramenti politici. Il d.d.l. è stato infatti assegnato alle Commissioni riunite del Senato il 29 ottobre 2008 per essere definitivamente approvato dallo stesso ramo del Parlamento il 29 aprile successivo, in meno di 180 giorni.
Per dare una dimensione concreta delle tempistiche che hanno condotto alla delega, può essere utile effettuare un’analisi che quantifichi l’attività compiuta dalle due camere parlamentari.
L’esame in prima lettura del disegno di legge A.S. 1117 da parte del Senato, iniziato il 29 ottobre 2008, si è concluso il 22 gennaio 2009, all’esito di 40 giornate di lavoro, suddivise in 45 sedute.
Trasmesso alla Camera il 23 gennaio, il testo A.C. 2105 è stato approvato il 24 marzo successivo, dopo un esame durato 81 sessioni, ricomprese in 57 giornate di lavoro.
L’ultimo passaggio parlamentare, prima dell’approvazione definitiva del 29 aprile 2009, ha impegnato il Senato per 10 giorni ulteriori, suddivisi in 13 sedute.
Da questo esame preliminare emerge che la riforma dei rapporti finanziari del nostro ordinamento è stata adottata a seguito di 107 giorni di lavoro parlamentare, frazionato in 139 sedute complessive.
(segue)
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