Il presente lavoro nasce dagli stimoli che sono emersi dal dibattito svoltosi sui processi evolutivi e sulle trasformazioni del diritto amministrativo, in occasione della giornata di studi in onore del professore Massera. Quanto alla scelta di prendere in esame un istituto interdisciplinare come il “dibattito pubblico”, questa trova fondamento proprio nelle implicazioni giuridiche che un istituto del genere determina nell’ambito del procedimento di approvazione di opere pubbliche e che rispecchia quelle riflessioni che Massera, nell’incipit alla “prefazione” del suo ultimo lavoro monografico, faceva, affermando di essere tra coloro “che ritengono che la spesso evocata immagine della fine del territorio rappresenti anche, sempre figurativamente, l’abbattimento dei confini tra i saperi e che il nostro tempo sia piuttosto l’epoca delle sovrapposizioni e delle contaminazioni disciplinari”. Considerazioni suggestive che evidenziano come le contaminazioni con le altre discipline, esprimano il processo di trasformazione dei processi decisionali delle amministrazioni pubbliche tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa, di cui l’istituto del “dibattito pubblico” ne costituisce, appunto, la più evidente e significativa rappresentazione. Infatti il substrato che ha determinato questo mutamento di prospettiva, altro non è che il segno emergente dei cambiamenti che hanno caratterizzato le società moderne, in cui istanze e interessi diversi si sono venuti a contrapporre sfociando spesso in vere e proprie situazioni di “conflittualità” sociale a cui il sistema politico non è stato in grado di dare soluzione, alimentando così nei cittadini una sfiducia nei confronti delle istituzioni tutte e nell’agire delle amministrazioni pubbliche. In sostanza si è venuto a delineare un “circuito a catena” ove la crisi del sistema politico ha portato con sé la crisi del modello tradizionale di amministrazione, espressione stessa della democrazia rappresentativa, conducendo all’affermazione crescente di modelli di amministrazione condivisa e di sistemi di democrazia partecipativa. Ebbene, l’introduzione dell’istituto del “dibattito pubblico” come fase obbligatoria del procedimento inerente l’approvazione delle grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale quale previsto dall’art. 22 del nuovo codice dei contratti (decreto legislativo n. 50 del 2016), costituisce una delle più evidenti espressioni di questo processo di trasformazione del diritto amministrativo, tanto che fin da subito una parte autorevole della dottrina si è posta l’interrogativo se fosse più esatto parlare di “un codice nuovo” piuttosto che di “un nuovo codice”, in quanto le nuove regole dei contratti sono indicative non soltanto di logiche di semplificazione, di trasparenza, di buon andamento dell’amministrazione, ma anche di un nuovo modello di “procedimento amministrativo partecipato”. Ed è dunque evidente che un istituto che esprime questo processo di trasformazione e che pone l’amministrazione di fronte ad un diverso iter dei processi decisionali, merita una qualche riflessione... (segue)
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