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NUMERO 16 - 01/08/2018

 La costituzione economica europea: un mercato regolato e corretto, nulla a che vedere con il fondamentalismo di mercato

La Costituzione economica europea riguarda la sistematica relazione tra il sistema economico e il sistema legale ed  in essa si tengono insieme gli aspetti micro e quelli macroeconomici. I primi fanno riferimento al mercato interno e al diritto della concorrenza, i secondi alle misure di politica economica, fiscale e monetaria. All’inizio, mentre il mercato interno e la concorrenza rientravano pienamente nelle attribuzioni comunitarie  e avevano come destinatari ultimi i soggetti privati, le misure di ordine macroeconomico riguardavo essenzialmente la competenza degli Stati. Ma ben presto l’idea che la complementarietà tra i due aspetti per essere efficace dovesse tradursi in un’Unione economica si è fatta strada. Il mercato interno ha costituito il cuore della Costituzione economica europea. La Comunità partendo come un’unione doganale si è sviluppata in un mercato interno, basato sui quattro aspetti della libertà di movimento. Anche l’idea di un’Unione economica è però presente già prima del Trattato di Maastricht. Lo sviluppo del mercato interno era legato alla realizzazione di un’Unione economica già nel Rapporto Werner del 1969 e quindi nel Rapporto Delors del 1989. Per poi entrare pienamente a far parte della Costituzione economica europea nel 1993. Il legame tra gli aspetti micro e macroeconomici è ben visibile nei Trattati vigenti. E’ sufficiente pensare all’art. 3 del TUE che include tra gli obiettivi dell’Unione il mercato interno e l’Unione economica e monetaria. Lo stesso art. 3 mette insieme mercato interno, economia sociale di mercato fortemente competitiva e stabilità dei prezzi. La realizzazione dei due aspetti della Costituzione economica si è svolta attraverso processi graduali. In entrambi c’è stata un’interazione, spesso problematica, tra decisioni politiche delle istituzioni europee, giurisprudenza della Corte di giustizia e ricerca di una qualche forma di legittimazione di tali processi. Possiamo dire che questa costruzione giuridico-economica sia espressione di una mera logica mercantile?  Arrivare a ritenere che l’Europa si affidi al primato incontrastato dei mercati, fornisce, a mio parere, una rappresentazione fuorviante e forse un po’ ideologica della costruzione europea. Cerco di spiegare velocemente perché, partendo proprio dal regime giuridico dell’eurozona… (segue)



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