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FOCUS - Il sistema di protezione giurisdizionale nell'UE N. 3 - 03/09/2018

 La riforma della ripartizione di competenze nel contenzioso dell'Unione europea

Come noto, la Corte di giustizia dell’Unione europea, quale istituzione dell’Unione, è composta da due giurisdizioni, la Corte di giustizia in senso stretto e il Tribunale dell’Unione europea (di seguito, il “Tribunale”), fermo restando la possibilità, prevista dall’art. 257 TFUE, che il Parlamento e il Consiglio istituiscano tribunali specializzati affiancati al Tribunale e incaricati di conoscere in primo grado di talune categorie di ricorsi. Mediante un progetto di modifica del Protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea (di seguito, lo “Statuto”), 2018/0900(COD), del 26 marzo 2018, la Corte di giustizia, nell’esercizio delle sue competenze ai sensi degli artt. 281, secondo comma, TFUE e 106 bis, par. 1, EU, ha presentato al legislatore dell’Unione una richiesta di modifica delle disposizioni dello Statuto riguardanti la ripartizione di competenze tra Corte di giustizia e Tribunale, questione “tribolata” fin dall’istituzione di quest’ultimo. La riforma in progetto segue la riforma relativa al funzionamento del Tribunale, introdotta con il regolamento (UE, Euratom) 2015/2422 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, recante modifica del protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea. Tale riforma, in corso di attuazione, prevede l’aumento, in tre fasi, dei giudici del Tribunale che, al termine della terza fase prevista per il 2019, sarà composto da due giudici per Stato membro. Premesso un richiamo all’attuale sistema di ripartizione delle competenze nel contesto del contezioso dell’Unione, il presente contributo si propone di delineare le novità introdotte dal progetto di riforma… (segue)



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