Log in or Create account

FOCUS - Osservatorio Brexit N. 1 - 21/06/2017

 Il futuro degli EU citizens' rights dopo l'Accordo su Brexit

Sono ancora molti gli interrogativi sulle trasformazioni in atto in relazione alla tutela dei cc.dd. EU citizens’ rights, ossia i diritti degli oltre tre milioni di cittadini europei residenti nel Regno Unito e del milione di cittadini britannici in Europa, in seguito all’imminente recesso del Regno Unito dall’Unione europea. Si tratta di un tema particolarmente delicato soprattutto in ragione del fatto che le implicazioni connesse al “Caso Brexit” (Britain Exit) non sono certo di quelle che possono essere sottostimate quando si intenda valutare compiutamente, da un punto di vista giuridico, l’evoluzione ed i possibili futuri scenari del processo di integrazione europea ed in particolare di uno dei suoi principali traguardi rappresentato dalla cittadinanza europea. Tale istituto ha, infatti, subito una forte delegittimazione giuridica e politica a causa delle recenti derive politiche antieuropeiste e nazionaliste che potrebbero condurre ad un effetto domino – in verità al momento latente – facendo valutare positivamente ad altri Stati membri l’opportunità di recedere dall’UE. È appena il caso di ricordare che dall’affermazione della cittadinanza europea con il Trattato di Maastricht del 1992 è scaturita una forte valorizzazione della libertà di circolazione delle persone in tutto il territorio euro-unitario non più riconosciuta, come è noto, ai soli soggetti economicamente attivi ed ai loro familiari ma estesa erga omnes, in quanto avente natura preminentemente politica. Al contempo, l’attribuzione di tale cittadinanza derivata, anche grazie al pieno riconoscimento del criterio della residenza, ha comportato il consolidamento del divieto di discriminazione sulla base della nazionalità quale principio ispiratore delle politiche dell’Unione e di quelle interne, di fatto portando all’instaurazione di un legame (inscindibile?) tra Unione ed i suoi cittadini. Al riguardo, deve osservarsi che le criticità di tale istituto sono risultate evidenti solo quando esso, abbandonando l’idea di una cittadinanza meramente «mercantile» (market citizenship), è stato posto al centro del dibattito politico ed in particolare quando, per la prima volta, i governi di alcuni Stati membri hanno tentato di “correre ai ripari” dinanzi alla preoccupante percezione di una perdita di controllo scaturente dalle potenzialità espresse dai diritti derivanti dalla cittadinanza europea. Tale momento non casualmente è coinciso con i consistenti flussi intra-europei connessi al clima di diffuso disagio economico che nei primi anni del XXI secolo ha coinvolto buona parte degli Stati membri e pienamente legittimati dalla nuova matrice politica e sociale della cittadinanza UE. Alla luce di tali considerazioni preliminari, va da sé che uno dei principali quesiti su cui tutti si interrogano riguarda le sorti dei «diritti di cittadinanza», consacrati dai Trattati e dall’acquis comunitario, in seguito all’uscita del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione Europea e dalla Comunità europea per l'Energia Atomica. E ciò muovendo dalla consapevolezza che il recesso del Regno Unito, che vede come data ultima quella del 30 marzo 2019, comporterà il venir meno dell’efficacia diretta delle norme europee nei confronti dello Stato britannico… (segue)



NUMERO 23 - ALTRI ARTICOLI

Execution time: 18 ms - Your address is 54.159.51.118