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FOCUS - Secessionismi Autonomismi Federalismi N. 7 - 14/12/2018

 La Corte costituzionale e le autonomie. Riflessioni a margine di un percorso a geometria variabile

Con il presente scritto ci si prefigge di tratteggiare alcune linee di tendenza della giurisprudenza costituzionale in relazione al suo approcciarsi alle autonomie territoriali, ora valorizzandone, ora svalorizzandone, il potenziale. Dal punto di vista metodologico, in questa sede si tralasceranno considerazioni in relazione al concetto di autonomie desumibile dal testo costituzionale. Ci si limiterà a considerare il modularsi dell’autonomia regionale in relazione ai margini di manovra in campo politico-finanziario e, più in generale, l’autonomia in campo legislativo, specie se inerente l’allocazione delle risorse di bilancio, e non sarà svolto un più ampio discorso sulle autonomie teso ad evidenziare l’articolato intrecciarsi di competenze che coinvolgono Stato, Regioni, ed enti locali, vale a dire considerazioni sugli enti che compongono la Repubblica ex art. 114 Cost.- solo apparentemente equiparati dall’articolo in parola ma, nei fatti, titolari di competenze profondamente diversificate, come peraltro ben evidenziato dalla Consulta. Inoltre, la trattazione non distinguerà fra regioni a statuto ordinario e regioni c.d. ad autonomia speciale atteso che si riscontra un atteggiamento della Consulta teso a livellare le differenze, più che ad accentuarle. Muovendo da alcune considerazioni di ordine generale inerenti lo “stato” delle autonomie, nel senso appena specificato, così come delineato, in particolare, dalla riforma costituzionale del 2001 e dagli indirizzi del legislatore ordinario, il presente saggio si soffermerà sul ruolo che la Corte costituzionale ha esercitato, e continua ad esercitare, nella determinazione di tale “stato”, concentrando l’attenzione su alcune linee giurisprudenziali che si ritengono significative. Nello specifico, il lavoro: a) delineerà come la giurisprudenza della crisi, le esigenze di coordinamento della finanza pubblica ed il rispetto dei vincoli di bilancio abbiano rappresentato un freno all’autonomia regionale; b) descriverà alcune decisioni c.d. social oriented o c.d. rights oriented dagli esiti, almeno in parte, controversi;  c) darà conto di decisioni con le quali la Corte costituzionale si è ingerita nella disciplina di quei bilanci regionali che “non consentono di attribuire alle Province adeguate risorse per l’esercizio delle funzioni conferite” e, quindi, in ultima battuta, che non consentono di garantire adeguatamente i servizi di rilevanza anche sociale che queste sono chiamate ad espletare – peraltro in un contesto di faticosa riorganizzazione di tali enti territoriali; d) introdurrà alcune riflessioni in merito a decisioni in tema di rispetto del principio di concorrenza e in materia di liberalizzazioni, la cui narrativa rappresenta un’ulteriore occasione di riduzione dei margini di autonomia regionale… (segue)



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