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NUMERO 3 - 06/02/2019

 Immigrazione: il fallimentare approccio europeo e i limiti della risposta neo-sovranista

Le disposizioni in materia di immigrazione contenute nel cosiddetto “decreto sicurezza” (d. l. 4 ottobre 2018, n. 113  “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”) presentano un notevole interesse per la dottrina costituzionale, in quanto portano alla luce i limiti della risposta neo-sovranista all’esaurimento del paradigma giuridico-umanitario con cui s’è cercato di ricostruire il rapporto tra il nord e il sud del Mediterraneo dopo la fine della Guerra fredda. In questo senso, il decreto parla all’Unione Europea, sfidandola a trovare la propria dimensione politica, a cominciare dall’emergenza migratoria, che ci si è ostinati a ricostruire, spesso anche in dottrina, come questione prettamente umanitaria, laddove, invece, essa investe la scienza giuspubblicistica nella sua interezza e, per certi versi, come poi si vedrà, nei suoi stessi fondamenti. Il testo, per un verso interviene su alcune norme di natura emergenziale, portandone alla luce la precarietà, perché nate dall’esigenza di non esporre direttamente il nostro diritto costituzionale all’aggressione di un’emergenza che ne sfidava la sintassi operativa, se non proprio i presupposti teorici: togliendo queste norme-tampone, si vede, infatti, come l’apparato normativo preposto alla gestione del fenomeno migratorio fosse pensato, sia dal legislatore italiano sia da quello europeo, dentro un orizzonte geopolitico ristretto e stabile, popolato di individui e Stati nazionali dai confini ben precisi. Per l’altro verso, il decreto cerca di adeguare la nostra normativa in materia di sovranità nazionale alle suddette sfide, scegliendo una risposta di natura esclusivamente securitaria, ignara della matrice personalistica del nostro diritto costituzionale e, dunque, fatalmente in conflitto con i principi del nostro ordinamento. Ci concentreremo, invece, su alcune norme direttamente connesse alla gestione del fenomeno migratorio… (segue)



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