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NUMERO 25 - 09/09/2020

 Il trasferimento d’ufficio in via amministrativa dei magistrati tra ragion di Stato e Stato di diritto

Abstract [It]: Il presente contributo esamina l’istituto del trasferimento in via amministrativa dei magistrati ordinari, inquadrandolo storicamente e costituzionalmente. Ne dà anche una ricostruzione dinamica, tenuto conto del progressivo svolgersi dell’azione del Consiglio superiore della magistratura e degli arresti della giurisprudenza amministrativa e ordinaria. Infine, in una visione prospettica, prende in considerazione i tentativi di riforma, offrendo una possibile declinazione, anche di stampo semantico, dell’istituto in linea con il dato normativo, non priva di effetti sistemici sul complessivo percorso professionale del magistrato.   

 

Abstract [En]: This article examines the institution of administrative transfer of ordinary magistrates, framing it historically and constitutionally. It also gives a dynamic reconstruction, taking into account the progressive unfolding of the action of the High Council of the Judiciary and the case law. Finally, in a perspective view, it takes into consideration the reform attempts, offering a possible implementation, also of a semantic nature, of the institution in line with the regulatory data, not without systemic effects on the overall professional career of the magistrate.

 

Sommario: 1. Il trasferimento d’ufficio in via amministrativa dei magistrati come eccezione al principio di inamovibilità dei magistrati. 2. L’evoluzione della normativa e la prassi consiliare. 3. L’elaborazione della giurisprudenza amministrativa. 4. Le visioni del governo autonomo e le possibili declinazioni dei limiti interni della disciplina.



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