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NUMERO 29 - 21/10/2020

 Osservatorio parlamentare sulle riforme istituzionali conseguenti alla riduzione del numero dei parlamentari (aggiornato al 25/05/22)

AGGIORNAMENTO DEL 25 MAGGIO 2022

Dopo le accelerazioni del mese di aprile, a maggio poche novità sul fronte delle riforme regolamentari.

Come si è già avuto modo di riferire in questo Osservatorio, nella seduta del 27 aprile la Giunta del Senato ha approvato il mandato ai relatori Calderoli e Santangelo a riferire all’Assemblea sul testo, in relazione al quale sono stati approvati diversi emendamenti. La Giunta è tornata a riunirsi per ulteriori due sedute, il 3 e il 10 maggio, affrontando tuttavia la questione della Presidenza della 3a Commissione permanente.

A quasi un mese di distanza dalla conclusione dell’esame della riforma regolamentare non è ancora stato reso disponibile il testo per l’esame dell’Assemblea, integrato con gli emendamenti approvati dalla Giunta, né la discussione risulta inserita negli strumenti di programmazione dei lavori.

Anche presso la Giunta per il regolamento della Camera non vi sono avanzamenti di rilievo. Gli emendamenti presentati l’11 maggio scorso non sono disponibili e si attendono sviluppi sulla convocazione dell’organo, in relazione all’avvio della discussione. 

Quanto, infine, al progetto di legge di revisione costituzionale relativo alla modifica dell’art. 57 Cost., al fine di prevedere l’elezione del Senato a base circoscrizionale, successivamente all’approvazione in prima deliberazione da parte della Camera, avvenuta lo scorso 10 maggio, non risultano avanzamenti presso il Senato. Il testo ha assunto la numerazione di A.S. 2608 ed è stato assegnato in sede referente alla 1a Commissione. Non ne è stato però ancora iniziato l’esame.

 

AGGIORNAMENTO DELL'11 MAGGIO 2022

Conclusi i lavori della Giunta del Senato, le modifiche regolamentari passano all’esame dell’Assemblea. Presentati (ma non ancora disponibili) emendamenti al testo dei relatori alla Camera. 

Nelle ultime settimane ci sono stati significativi avanzamenti nei lavori delle due Giunte per il regolamento sui testi predisposti dai relatori.

Nella seduta del 27 aprile la Giunta del Senato ha approvato il mandato ai relatori Calderoli e Santangelo a riferire all’Assemblea sul testo, in relazione al quale sono stati approvati diversi emendamenti.

L’impianto del testo dei relatori è stato sostanzialmente confermato, ivi compresi la novità della introduzione dello status di senatori non iscritti e l’apparato di disincentivi alla mobilità parlamentare. La ridefinizione del numero e delle competenze delle Commissioni permanenti è stata rimessa all’Assemblea, senza procedere al voto sugli emendamenti presentati in Giunta.

Quanto agli emendamenti approvati, alcuni di questi meritano una breve analisi.

Con l’approvazione dell’emendamento 20.0.100 (testo 2) dei Relatori si prospetta l’istituzione, anche al Senato, del Comitato per la legislazione, con denominazione identica dell’omologo organo presente alla Camera, ma con funzioni non poco differenti. Lo “sguardo” del Comitato proposto per il Senato appare più rivolto all’interno del Senato che non all’intersezione con i poteri normativi del Governo. Infatti, a una prima lettura del testo approvato, sembrerebbe che il Comitato si esprima su tutti i disegni di legge discussi dall’Assemblea e dalle Commissioni in sede deliberante, nonché sui disegni di legge di conversione dei decreti-legge. Mentre invece per i disegni di legge di delega legislativa e di autorizzazione alla delegificazione (per i quali alla Camera è previsto un parere obbligatorio da parte del Comitato per la legislazione), il testo approvato prevede un esame solo ove richiesto dalle Commissioni. Alla luce di queste funzioni, non è molto chiaro come  come l’organo prefigurato dall’emendamento, composto da 8 senatori, possa svolgere un carico di lavoro così significativo.

L’emendamento 23.1 (testo 2) del sen. Parrini ha previsto la possibilità di invitare alla partecipazione delle sedute della Commissione Politiche dell’UE i membri del Parlamento europeo. Può risultare utile segnalare che tale possibilità è, da un lato, esclusiva della 14a Commissione (e non anche delle altre Commissioni permanenti) e che, dall’altro, tutti i componenti del Parlamento europeo possono essere invitati, non solo quelli eletti in Italia.

Di natura estremamente puntuale, ma potenzialmente di grande interesse, pare essere l’emendamento approvato 40.1 (testo 2) del sen. Faraone, che stabilisce il termine di 5 giorni per il Governo, a seguito di una richiesta della 5a Commissione, per la trasmissione della relazione tecnica sulla quantificazione degli oneri finanziari, decorsi i quali non può essere opposto (dallo stesso Governo) la presunzione di onerosità finanziaria. Il nodo della quantificazione degli oneri è ovviamente delicatissimo, e questo emendamento sembra ricercare un equilibrio meno sbilanciato a favore del Governo, richiamandolo a responsabilità (e a un obbligo di motivazione) in relazione ai profili di impatto economico delle misure all’esame del Parlamento.

Altro emendamento approvato di interesse è il 138.0.1 (testo 3) del sen. Faraone, che prevede la possibilità di partecipazione, su invito, di rappresentanti delle Regioni, delle Province autonome e degli enti locali alla Commissione parlamentare per le questioni regionali. Il testo approvato merita attenzione per più profili: anzitutto perché non è pensato come attuazione dell’art. 11 della l. cost. 3/2001, sia perché non si realizza una “integrazione” della Commissione, alla luce della natura di meri (ed eventuali) “invitati” dei rappresentanti degli enti territoriali, sia per l’assenza di riferimenti alla partecipazione al voto (che anzi, dalla discussione in Giunta si comprende come essere essente) che sarebbe indispensabile per determinare le conseguenze procedurali previste dalla disposizione costituzionale citata. Inoltre, data la fonte monocamerale, il comma 2 del nuovo articolo inserito con l’emendamento citato esplicita come tale possibilità di invito sia limitata a quando l’organo è presieduto da un Senatore, circostanza che – notoriamente – conduce alla applicazione del regolamento del Senato al relativo organo bicamerale.

Altrettanto, è opportuno segnalare la reiezione di alcuni emendamenti di particolare interesse.

Particolarmente interessante è la vicenda dell’emendamento 55.1 del sen. Faraone, che – in estrema sintesi – proponeva di inserire nel regolamento una realizzazione della nota “corsia preferenziale” per i provvedimenti indicati dal governo, da mettere in votazione entro una “data certa”. I relatori hanno invece voluto tenere limitato il perimetro dell’intervento di modifica regolamentare, invitando il presentatore al ritiro. Dinanzi all’insistenza del presentatore l’emendamento è stato posto in votazione e respinto.

Merita infine la reiezione dell’emendamento 113.1 (testo 2) del sen. Parrini, che richiedeva, nelle elezioni per scheda, a pena di nullità del voto, di dover indicare per esteso prima il nome e poi il cognome.

Si è in attesa della fissazione dei tempi per l’esame in Assemblea, dove saranno ovviamente possibili ulteriori interventi sul testo. 

Alla Camera, successivamente alla presentazione della formulazione del testo di riforma da parte dei relatori, in occasione della seduta del 27 aprile 2022, la Giunta ha deciso di adottarlo come testo base. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato all’11 maggio, ore 13.

In occasione della medesima seduta, il Presidente Fico ha dato conto di un incontro, avvenuto lo scorso 8 marzo, tra i relatori delle due Giunte per il regolamento.

 

(scarica il PDF per consultare gli aggiornamenti precedenti)



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