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NUMERO 4 - 25/02/2015

 Svizzera - La SNB elimina il limite al tasso di cambio con l'Euro

 Il 15 gennaio la Swiss National Bank (SNB) ha disorientato i mercati annunciando l’intenzione di eliminare il tetto del tasso di cambio fissato a 1.20 Franchi per 1 Euro e di abbassare di 0.5 punti il tasso sui depositi portandolo a -0.75. Tale decisione ha creato delle tensioni date le ripercussioni che comporta sia nell’economia interna svizzera sia nei mercati europei del centro e dell’est. Tre anni fa, in piena crisi dell’Eurozona, i mercati temevano l’esplosione dell’Euro: la supervalutazione della moneta elvetica portò la SNB ad introdurre un limite al tasso di cambio con l’euro: nel caso in cui il Franco fosse sceso al di sotto della soglia stabilita la SNB avrebbe stampato moneta in quantità illimitata per mantenere quel valore. I vertici della SNB spiegano che i motivi che hanno provocato disordini nei mercati a seguito della rimozione della soglia sono diversi. La principale spiegazione è attribuibile al deprezzamento dell’Euro rispetto al Dollaro con conseguente indebolimento del Franco Svizzero rispetto alla moneta americana. Secondo Thomas Jordan se l’SNB avesse continuato a mantenere il tetto al tasso di cambio avrebbe rischiato di perdere il controllo della sua politica monetaria di lungo termine in quanto la Banca Centrale Elvetica è uno dei maggiori acquirenti dell’Euro avendo raggiunto il 45% delle proprie riserve in questa valuta. Per questo motivo la manovra della SNB sembrerebbe essere collegata all’annuncio da parte della BCE di adottare il Quantitative easing, che potrebbe ulteriormente deprezzare l’Euro. La BCE acquisterebbe titoli di Stato e attività finanziarie dei paesi dell’Eurozona allo scopo di far fronte ai rischi derivanti da un periodo troppo prolungato di bassa inflazione. La liquidità fornita dalla BCE alle banche, attraverso l’acquisto di titoli di Stato, consentirà a queste ultime di rendere disponibili maggiori flussi di credito alle imprese e quindi favorirà gli investimenti. La manovra della Banca Centrale Svizzera potrebbe generare effetti positivi per l’Italia: gli investitori Svizzeri potrebbero ritenere più conveniente investire in Italia e gli investitori italiani detenere attività in franchi Svizzeri. Non mancheranno però gli effetti negativi nel mercato interno svizzero: con l’abbandono del tasso di cambio il Franco Svizzero si è apprezzato e la borsa di Zurigo ha perso oltre l’11%. Secondo la Segreteria di Stato dell’Economia (SECO) un forte e continuo apprezzamento del franco potrebbe ridurre l’export verso l’Ue (suo maggiore partner commerciale) e la crescita del PIL subirebbe una battuta d’arresto per almeno due anni, se non addirittura una diminuzione. L’abbandono del tetto di cambio per la Confederazione Elvetica sarà un banco di prova sia per le relazioni con l’UE sia per la competitività interna.



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