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NUMERO 14 - 04/07/2018

'Avanti piano, quasi indietro': considerazioni sui risultati del Consiglio europeo del 28-29 giugno 2018 in materia di immigrazione

 I capi di Stato e di governo dei 28 Stati membri dell’Unione europea sono convenuti a Bruxelles il 28 giugno scorso per esaminare un insieme di tematiche, tra le quali gli aspetti relativi ai flussi migratori che incombono alle frontiere esterne dell’UE hanno avuto, rispetto ad altri argomenti trattati, il maggior impatto mediatico. Come risulterà dall’analisi delle conclusioni adottate all’esito del Consiglio europeo, il compromesso raggiunto al termine del defatigante negoziato notturno, terminato alle 4.50 del 29 giugno, sembra particolarmente modesto, soprattutto se letto alla luce delle diverse aspettative che una serie di tonitruanti dichiarazioni di leader politici nostrani, e non solo, avevano fatto immaginare all’opinione pubblica. Tanto che, per definire sinteticamente i risultati in tema di immigrazione, anche tenuto conto delle dichiarazioni rese dai principali protagonisti nei giorni successivi alla riunione, si è ritenuto opportuno di prendere a prestito la frase, quasi un’invocazione, “avanti piano, quasi indietro”, che, a Venezia, i mozzi rivolgono al capitano del vaporetto che sta attraccando al pontile. Molteplici erano le tematiche all’ordine del giorno del Consiglio europeo. In disparte della migrazione, gli argomenti principali erano i seguenti: a) sicurezza e difesa, con particolare riferimento ai progressi nei lavori per il rafforzamento della politica comune europea di difesa; b) occupazione, crescita e competitività; c) commercio; d) innovazione e digitale; e) quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027; nonché f) ulteriori diverse questioni concernenti le relazioni esterne. Inoltre, il Consiglio europeo era chiamato ad adottare la decisione relativa alla nuova composizione del Parlamento europeo in seguito alla Brexit e in vista delle elezioni europee del maggio 2019. Nel formato a 27 Stati membri (c.d. formazione Art. 50 TUE), il Consiglio europeo doveva altresì discutere, alla presenza del capo negoziatore dell’UE, Michel Barnier, lo stato dei negoziati con il Regno Unito per la Brexit. Infine, a margine,  si riuniva il Vertice euro “inclusivo” (a 27 Stati membri), con la presenza del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi e del presidente dell’Eurogruppo Mário Centeno, per discutere sulla riforma dell’Unione economica e monetaria. Di tali tematiche, in questa sede, sarà possibile fornire solo brevi cenni, dato che il focus prevalente sarà riservato alla questione dell’immigrazione… (segue)



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