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NUMERO 12 - 29/04/2020

Verso il post emergenza Covid-19: 'Business as usual' o nuove opportunità?

La crisi globale scatenata dal Covid-19 appare difficile da prevedere nei suoi elementi caratterizzanti, sia per la profondità con cui ha colpito i sistemi economici dei paesi travolti dalla pandemia, sia per la difficoltà di mettere insieme i dati salienti per un apprezzamento degli effetti che già fin da ora appaiono di un’ampiezza mai sperimentata in precedenza. Questa crisi ha caratteristiche intrinseche che la rendono assolutamente idiosincratica rispetto a quanto visto fino ad ora. La brutalità di questa crisi non è neanche lontanamente paragonabile a quanto sperimentato dall’umanità intera in seguito alle maggiori crisi di cui abbiamo memoria. Per esempio, la crisi del 1929 ha dispiegato i suoi sicuramente importanti effetti nell’arco di qualche anno, la crisi finanziaria del 2008 ha avuto due anni almeno per estendere i suoi effetti dal sistema finanziario a quello reale. E mentre i numeri dicono che a Milano i morti del quinquennio della II Guerra Mondiale sono stati 5 volte inferiori a quelli di questa pandemia, il primo dato che impressiona, ed è assolutamente nuovo rispetto al passato, riguarda la velocità con cui la pandemia ha fatto registrare i propri tristi record: poco più di tre mesi! Un’altra caratteristica riguarda l’intensità con cui la pandemia ha colpito i nostri sistemi, in particolare quelli economici. Lo shock ha colpito contemporaneamente sia l’offerta (alimentando la chiusura di moltissime attività produttive e amplificandone l’effetto negativo a causa delle interruzioni nelle articolate catene del valore che sono alla base dei moltissimi processi produttivi distribuiti geograficamente) che la domanda (sia interna che estera, con il vero e proprio crollo di alcune tipologie di consumi e la riduzione dei redditi conseguente alla forzata chiusura di molti siti produttivi). Come già notato in precedenza, inoltre, questi effetti sono stati generati in tempi e con intensità mai sperimentate prima, neanche in tempo di guerra. Le crisi che si sono ciclicamente prodotte all’interno dei nostri sistemi economici, hanno dei settori di partenza che generalmente sono quelli più instabili oppure quelli più esposti alla concorrenza globale (il settore immobiliare nel 2008, la bolla delle Dot-com alla fine del secolo scorso). Questi, a loro volta, e con effetti di ricaduta diversi di volta in volta, trasmettono al resto del sistema economico l’onda della crisi, spesso in forme meno violente dello shock iniziale. In questo caso invece, poiché la crisi non è intrinsecamente economico/finanziaria, è più difficile rendersi conto di tutte le possibili ricadute che la pandemia ha e avrà sui vari settori, da quello finanziario, a quello industriale, da quello sanitario a quello della ricerca, dall’agricoltura alle materie prime... (segue)



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