Quest’anno ricorrono settant’anni da quando la Corte costituzionale ha iniziato a operare. Le date maggiormente rilevanti sono due: il 15 dicembre 1955, che ha visto il giuramento dei giudici e l’iniziale formazione della Corte, e il 23 aprile 1956, quando vi furono l’udienza inaugurale e la prima udienza pubblica. Per celebrare i settant’anni della Corte e ripercorrerne l’attività si è scelta un’angolatura particolare: quella di operare una ricognizione di come è cambiato l’ordinamento giuridico per effetto delle pronunce di illegittimità costituzionale, le quali complessivamente dal 1956 al 2025 sono state oltre quattromila su oltre ventiduemila decisioni complessive. Per dar conto di queste pronunce è stata predisposta una duplice pubblicazione: una solo digitale, edita da Giuffré Lefvebvre; l’altra solo cartacea, edita da Treccani. La prima contiene tutte le sentenze in quindici volumi, ognuno dei quali curato da un giudice della Corte, che è anche autore di un saggio introduttivo. L’opera, in quanto in formato digitale, costituisce una biblioteca virtuale open source collocata in un’apposita sezione nel sito web della Corte e consultabile liberamente accedendo al sito stesso. La seconda pubblicazione, quella cartacea, è costituita da un volume che raccoglie i quindici saggi dei giudici, la cui griglia tematica copre tutte le materie nelle quali la Corte nei settant’anni di attività ha pronunciato dichiarazioni di illegittimità costituzionale… (segue)
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