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NUMERO 2 - 22/01/2020

 La dimensione paesaggistico - ambientale dell'uso civico

Abstract [It]: Istituto di origine antichissima, l’uso civico costituisce una particolare forma di esercizio collettivo del diritto di proprietà che ha conosciuto una prima organica regolamentazione da parte dell’ordinamento italiano con la legge n. 1766 del 1927, che lo aveva collocato in una dimensione di assoluta precarietà. L’entrata in vigore della Costituzione nel 1948 e la successiva emanazione della legge Galasso, prima, e del Codice dei beni culturali e del paesaggio, poi, ne hanno ridimensionato la funzione, ed hanno assegnato ad esso un ruolo strumentale alla tutela di interessi paesaggistico – ambientali. La riconduzione dell’istituto nell’orbita della tutela paesaggistica ha avuto ripercussioni, al contempo, sulla competenza delle Regioni a legiferare in materia di domini collettivi, posto che proprio la regolamentazione della materia della tutela ambientale costituisce prerogativa esclusiva dello Stato. Da ciò hanno avuto origine numerose declaratorie di incostituzionalità aventi ad oggetto normative regionali che avevano disciplinato questo istituto a partire dagli anni ’90 del secolo scorso, incidendo anche sui profili rientranti nella competenza normativa statale. Problemi particolarmente insidiosi sul piano della legittimità costituzionale hanno caratterizzato la recente esperienza della Sardegna in materia di usi civici che, a seguito della sentenza del 27 luglio 2018, n. 178, della Corte Costituzionale, è alla ricerca di una soluzione in grado di consentirle di emanare una normativa capace di risolvere le problematiche connesse alle terre civiche, senza incorrere in pronunce di incostituzionalità da parte della Consulta.

 

Abstract [En]: Institute of very ancient origin, the civic use represents a particular form of collective exercise of property right, that has known a first organic regulation from Italian legal system with the law n. 1766 of 1927, that had placed it in an absolutely precarious dimension. The entry into force of the Constitution in 1948 and the following emanation of “Galasso law”, before, and those of the Code of cultural heritage and landscape, after, have resized its function and have assigned to it an instrumental role of environmental and landscaped interests protection. The renewal of this institute in the orbit of landscaped protection had repercussions, at the same time, on regional competences to regulate in collective domains area, since just the regulation of the environmental protection area represents sole prerogative of the State. Form that have originated lots of declarations of unconstitutionality relating to regional laws that had regulated this institute from the 90’s of the last century, impacting even on profiles included in State regulatory competence. Very insidious problems in terms of constitutionality have characterized the recent Sardinian experience in civic uses subject, that, after the sentence of the 27 July 2018, n. 178, by the Constitutional Court, is looking for a solution capable of permit it to enact a regulation able to solve the problems connected to civic lands, without run into unconstitutionality pronounces by the Court.

 

Sommario: 1. Le origini degli usi civici nell’epoca feudale: una forma di esercizio della proprietà contrapposta al modello dominicale romanistico. 2. La prima regolamentazione dell’istituto nell’ordinamento italiano: la funzione dell’uso civico nella legge n. 1766 del 1927 e nel regolamento n. 332 del 1928. 3. L’entrata in vigore della Costituzione e il nuovo assetto delle competenze tra Stato e Regioni. 4. Costituzione, disciplina paesaggistica ed evoluzione della funzione degli usi civici. 5. Il nodo della “sclassificazione” degli usi civici: dinamiche e ragioni. 6. La disciplina dell’uso civico nella legge della Regione Sardegna n. 12 del 1994. 7. Le recenti sentenze della Corte Costituzionale: il ruolo dello Stato nella disciplina delle terre soggette ad uso civico e i limiti alla potestà legislativa regionale. 8. L’importanza della storia come fonte del diritto e della partecipazione come principio indefettibile nella gestione delle terre in regime di dominio collettivo all’interno della legge n. 168 del 2017. 9. Prospettive evolutive della legislazione nazionale e regionale in materia di domini collettivi. La sfida al superamento delle criticità risultanti dalle pronunce della Corte Costituzionale.



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