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FOCUS - Osservatorio Trasparenza

 Consiglio di Stato, Sentenza n. 5911/2023, Accesso alle pratiche edilizie e criterio della vicinitas

Pres. G. C. Scanderbeg, Est. A. E. Basilico, omissis (avv. A. Senatore) c. Comune di omissis (n.c.) e nei cfr di omissis (avv. L. B. A. Molinaro)

 

Diritto di accesso – Pratiche edilizie – Vicinitas

 

L’appellante contestava la sentenza con cui il TAR aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso proposto per avere accesso a documenti detenuti dal Comune e relativi a pratiche edilizie presentate dal vicino.

Il Collegio ha ricordato in premessa che in materia di impugnazione di titoli edilizi l’Adunanza Plenaria, con sentenza n. 22 del 2021, ha precisato che il criterio della “vicinitas” – ossia dello «stabile collegamento tra un determinato soggetto e il territorio o l’area sul quale sono destinati a prodursi gli effetti dell’atto contestato» – è un «elemento di individuazione della legittimazione» e non vale da solo e in automatico a dimostrare la sussistenza dell’interesse al ricorso, «che va inteso come specifico pregiudizio derivante dall’atto impugnato». Tali principi, ad avviso del Collegio, sono riferibili, in quanto compatibili, anche alle condizioni dell’accesso ai documenti amministrativi: per ottenere l’accesso a un documento in possesso dell’Amministrazione, dunque, è necessario che il richiedente sia titolare di una situazione giuridicamente tutelata e a questo collegata – che, nel caso si tratti di pratiche edilizie di altro soggetto, ben può identificarsi con la proprietà di un immobile confinante con quello interessato dall’intervento, dunque con la “vicinitas” – nonché abbia un interesse all’ostensione, nei termini della sua strumentalità alla tutela della situazione soggettiva che fonda la legittimazione.

Ciò posto, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello  rilevando che, nel caso di specie, la legittimazione all’accesso della ricorrente discende dalla proprietà dell’immobile confinante con quello cui si riferiscono le pratiche in questione; l’interesse, invece, è correlato alle continue attività, antropiche di ogni genere (edilizie, ecc.) del controinteressato, che per la ricorrente finiscono per ledere il pieno e pacifico godimento della sua proprietà e che rendono necessario valutare le più opportune azioni, anche sul piano giurisdizionale, volte a porre fine dette turbative.

 

L. DROGHINI



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