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NUMERO 5 - 10/03/2010

 Le Riforme della giustizia, la nuova Europa e la nostalgia della politica

Come è a tutti noto, il primo dicembre 2009 è entrato in vigore il Trattato di Lisbona. Si tratta, in buona sostanza, della Costituzione europea bocciata nel referendum francese ed olandese del 2005, ripulita dai riferimenti costituzionali. Indipendentemente dal sindacato di merito sulla bontà di questo provvedimento, non vi è dubbio che questa data sarà destinata a rimanere nella storia perché unitamente al Trattato entrerà in vigore anche la Carta dei diritti siglata nel dicembre di nove anni fa. L’Europa sarà più coesa, forte ed unitaria anche se qualche perplessità permane da più parti. Non è un caso se qualche paese abbia già utilizzato l’opt out per paura di eccessive ingerenze europeiste nei propri affari interni.
Questo, tuttavia, è il momento degli auspici che sembrano corroborarsi per tabulas. Sulla carta, infatti, l’Unione europea diventerà più efficiente e più partecipata dai cittadini. I valori di fondo del tessuto europeo saranno sempre più condivisi e si acuirà in maniera significativa la spinta verso quegli obiettivi comuni insiti nell’azione esterna dell’Unione stessa: democrazia, Stato di diritto, universalità ed inscindibilità dei diritti dell’uomo e delle liberta fondamentali, rispetto della dignità umana e dei principi di uguaglianza e solidarietà.
In questo scenario giocherà un ruolo fondamentale proprio la Carta dei diritti che rappresenta, se non l’unico, certamente il migliore strumento per una reductio ad unitatem delle varie istanze nazionaliste. Invero, tutti gli atti dell’UE d’ora in poi «devono essere ad essa conformi» pena l’intervento cassatorio della Corte di Giustizia.
Certo, il cammino è pieno di ostacoli, se si pensa, per fare uno dei possibili esempi, alle difficoltà di contemperare i valori cristiani con quelli di altre religioni ed alla deriva laicista insita in un simile percorso. Da questo angolo visuale, pertanto, se ai giuristi spetterà il compito di tracciare un terreno di agibilità, ai politici, di converso, spetterà cogliere delle opportunità che siano la sintesi più alta e più nobile degli interessi in gioco...
(segue)
 



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