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di Daniele Porena
L'evoluzione dei rapporti tra ordinamento interno ed ordinamento internazionale alla luce della revisione costituzionale e della recente giurisprudenza della Corte Costituzionale
I recenti sviluppi della giurisprudenza costituzionale sembrano evidenziare un orientamento interpretativo rivolto ad una più stretta saldatura tra l’ordinamento interno e le fonti internazionali e comunitarie.
In particolare, la revisione dell’art. 117, primo comma, Cost., con l’introduzione del principio in base al quale <<la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali>>, ha prima determinato un acceso confronto in dottrina sull’esatta portata della norma e poi, anche di recente, favorito l’adozione da parte della giurisprudenza costituzionale di soluzioni innovative rispetto al passato.
L’impressione è dunque quella che, per quanto concerne le relazioni tra il nostro ordinamento e le fonti esterne, ci si trovi nel corso di una nuova fase di transizione.
In particolare, oltre al rinnovato vigore col quale si trovano a spiegare efficacia all’interno dei confini nazionali i diversi obblighi internazionali, c’è da chiedersi se non si profili un nuovo passaggio di quel cammino che il nostro ordinamento ha percorso lungo il versante delle relazioni con il diritto comunitario, su impulso della Corte costituzionale, attraverso il superamento di una serie di importanti tappe a partire dalla metà degli anni sessanta.
Di fronte alla possibilità che si aprano scenari nuovi nel quadro delineato, vale la pena spendere qualche momento di riflessione sullo “stato dell’arte”, e dunque sui punti di approdo raggiunti dalla dottrina più avvertita e dalla Corte costituzionale in ordine ai quesiti prospettati. L’indagine che segue meriterebbe ben altro sviluppo, in particolare per quello che concerne una serie di importanti implicazioni sul piano politologico e delle relazioni internazionali. Tuttavia, le pretese del presente lavoro, rigorosamente circoscritto all’interno del perimetro dell’indagine giuridica, non giungono a tanto. Lo scopo è essenzialmente quello di operare un vaglio delle differenti posizioni emerse nella letteratura giuridica degli ultimi sei - sette anni alla luce dei più recenti interventi della Consulta. Ciò anche in modo da poter trarre alcune conclusioni ed alcuni cenni su possibili sviluppi futuri.
(segue)
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