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NUMERO 3 - 11/02/2015

 Che presidente sarà Sergio Mattarella?

Non avrebbe del tutto torto chi ritenesse la stessa traccia proposta per questa serie d’interventi un po’ provocatoria, data l’assonanza con un quesito più meteorologico che costituzionalistico. Il fatto è che, comunque, anche in questa ipotesi, neanche i modelli matematici sembrano aver funzionato con i passati Presidenti. A ben vedere, tuttavia, il quesito assume un senso assai pregnante, se l’obiettivo è quello di aprire la riflessione su cosa sia lecito attendersi dal ruolo presidenziale allo stato attuale dello sviluppo ordinamentale italiano nel quadro europeo e globalizzato. Ovvio, a questo punto, però, come il quesito sarebbe troppo ambizioso rispetto a semplici note sparse come le presenti: ma ci si accontenta, comunque, di buttar giù qualche tratto, cominciando con l’osservare, sul piano metodologico, come non solo nessuna carica qual è quella del Capo dello Stato abbia dimostrato nel tempo tante potenzialità attuative, ma anche come la relativa vicenda si sia, in fondo, dipanata senza discostarsi in misura critica dal figurino costituzionale. Ora, però, se, sulla prima circostanza, mi pare che non si registrino significativi dissensi, sulla seconda sembrano maggioritarie le reazioni avverse. Occorre, peraltro, chiedersi se chi ha contestato, invece, simili, più o meno intensi, scostamenti non abbia probabilmente ragionato forzando nell’ordito costituzionale repubblicano schemi (anche autorevolmente elaborati) ancora troppo tributari di esperienze trascorse e non senza una dose di opzioni ideali (peraltro, del tutto meritevoli di attenzione) affatto personali. Concentrandoci, comunque, sulla nostra particolare prospettiva, crediamo che il riferito esito evolutivo sia stato propiziato proprio dall’assenza, a ben vedere, di un chiaramente delineato e completamente inequivoco figurino costituzionale del Capo dello Stato... (segue)



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