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NUMERO 6 - 23/03/2016

 L'inevitabile caratura politica dei negoziati tra il Governo e le confessioni e le implicazioni per la libertà religiosa

I profili d’interesse destati dalla sentenza della Corte costituzionale n. 52 del 2016 sono molteplici: dal rapporto tra il terzo comma e il resto dell’art. 8 Cost.; all’area di applicazione diretta del dettato costituzionale relativo alla libertà religiosa, soprattutto con riguardo alla dimensione comunitaria, rispetto a quella deferita alle intese; alla giustiziabilità degli atti dell’esecutivo. Questo contributo si concentra su un’osservazione della sentenza: ovvero sul nesso tra le ragioni costituzionali e istituzionali che mantengono la discrezionalità al Governo, nell’an e nel quando attivare una procedura negoziale con le confessioni e sulle sue implicazioni per la libertà religiosa. Preliminarmente, conviene evidenziare il perimetro entro cui rientra questa discrezionalità, che la sentenza mette sufficientemente in evidenza... (segue)



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