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NUMERO 23 - 05/12/2018

 GECT, Euroregioni e Comunità di lavoro nel quadro della cooperazione territoriale europea

Quasi subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e sulla spinta dei processi di aggregazione europea, sia comunitaria (le Comunità europee sorte negli anni Cinquanta) che internazionale (il Consiglio d’Europa, fondato nel 1949), l’Europa occidentale è diventata l’area in cui si è andata sviluppando una particolare forma di cooperazione territoriale tra enti territoriali limitrofi appartenenti però a Stati diversi: la cooperazione transfrontaliera. Le sue caratteristiche, che poi, in un certo senso, saranno standardizzate dal diritto e soprattutto dalla prassi successiva, si definirono a partire dall’azione pragmatica degli attori coinvolti e dall’evidenza che li spingeva a collaborare: la condivisione dei medesimi problemi, il rafforzamento dei legami culturali tra territori con un background spesso comune o con evidenti affinità, l’esigenza di cooperare in settori strategici come le attività produttive, l’ambiente e il turismo e, in generale, il bisogno di superare i fattori di divisione che in alcuni casi avevano portato a dispute, anche aspre, tra le varie comunità e i relativi Stati. Questo scritto, quindi, prenderà in esame i tre strumenti di cooperazione che si sono affermati in Europa e che sono tuttora esistenti, ossia le Euroregioni, le Comunità di lavoro e i Gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT)… (segue)



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