Abstract [It]: Le recenti crisi bancarie, riscontrabili in Italia negli ultimi anni evidenziano l’urgente necessità di attuare un’integrazione e / o modifica delle attuali forme procedurali previste dalla regolazione di settore. In effetti, i limiti della vigilanza bancaria sollecitano un "cambio di passo" che deve portare all'introduzione di cambiamenti significativi nell'attività di vigilanza. In un contesto socio-economico caratterizzato dalla complessità, la ricerca deve essere orientata alla individuazione dei fattori che consentono l'avvio di un processo di ridefinizione dei modelli organizzativi di riferimento. La identificazione delle aree operative attualmente concesse all'autorità nazionale di vigilanza implica che quest’ultima debba evitare in futuro un approccio "autoreferenziale", un modus operandi che certamente impedisce di garantire un «gestione equa e prudente del settore», adeguata alle sue funzioni istituzionali. Il chiarimento dei processi di valutazione necessari per accertare possibili crisi bancarie deve essere subordinato a un'azione preventiva della politica. Considerando i recenti eventi, la politica, gli studiosi e i responsabili politici dovrebbero chiedersi cosa fare per evitare una possibile «deriva». Accettare il presente senza dimenticare il passato, da cui trarre insegnamenti che consentano l'avvio di un percorso che riesca a superare l'attuale instabilità del sistema. Forse questo è l'approccio metodologico corretto che può aiutare l'Italia a uscire dalle difficoltà con cui, sfortunatamente, sta attualmente lottando!
Abstract [En]: The recent events found in the occasion of banking crises make the urgent acknowledgement of the need to implement integration and/or modification to the current procedural forms for credit supervision. Indeed, the analysis of the limits of credit supervision urges to a “change of pace” that has to lead to the introduction of crucial changes in supervisory action. Within a social-economic context marked by complexity, research must be oriented towards the identification of the factors that allow the starting of a process that leads to an innovative redefinition of the organizational models of reference. The intention to clarify the actual delimitation of the operational areas currently granted to the national supervisory authority firstly implies that the national supervisory authority will in future avoid proposing a «self-referential» approach, a modus operandi which certainly prevents the objective of ensuring a «fair and prudent management» of the sector in a manner appropriate to its institutional duties. The difficult way of clarifying and simplifying the evaluation processes that are necessary to ascertain possible banking crises must be subordinate to a preventive action of the policy. Considering these events, politics, scholars and policymakers should ask about the possible “drift” which must be avoided. What to do? To accept the present without forgetting the past, from which to draw adequate lessons for the start of a new path that aims to achieve a balanced composition between the current instability of the system. Perhaps this is the correct methodological approach that can help Italy get out of the difficulties with which, unfortunately, it is currently struggling!
Sommario: 1. Premessa. - 2. La gestione delle crisi bancarie in Italia antecedenti alle turbolenze finanziarie del 2007... - 3. Segue: …e la recente regolazione UE. - 4. La cd. BRRD e l’orientamento interventistico in Italia. - 5. Il governo della complessità: le critiche all’azione di supervisione dell’autorità nazionale. - 6. Segue … in particolare per la vicenda della Banca Popolare di Bari. - 7. Le carenze della BCE - 8. Per una ipotesi interpretativa: l’esigenza di modificare il pacchetto regolatorio UE...- 9. Segue: …. e di riattivare il rapporto tecnica/politica in Italia. - 10. Conclusioni.
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