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NUMERO 16 - 10/07/2024

 Fenomenologia di un diritto: l’affettività in carcere

Abstract [It]: Dopo 12 anni dalla sentenza n. 301 del 2012 e dal monito al legislatore ivi contenuto, ma rimasto inascoltato, la Corte costituzionale, nella sentenza n. 10 del 2024, ha riconosciuto e affermato il diritto all’affettività-sessualità delle persone detenute anche all’interno del carcere, rimuovendo l’ostacolo normativo che ne impediva l’esercizio, costituito dall’assolutezza dell’obbligo del controllo a vista durante i colloqui, contenuto nell’art. 18 della legge sull’ordinamento penitenziario.

 

Title: Phenomenology of a right: affectivity in prison. Comment on judgement n. 10 of 2024.

Abstract [En]: 12 years after from the judgment n. 301 of 2012 and the warning to the legislator not implemented, the Italian Constitutional Court, on the judgment n. 10 of 2024, recognized and affirmed the prisoners’ right to affectivity-sexuality also inside the prison, removing the legal impediment to its exercise, consisting of the mandatory obligation of visual control during family visits, contained in art. 18 of the prison order law.

 

Parole chiave: diritti dei detenuti, affettività, sessualità, colloqui con i familiari, controllo a vista

Keywords: prisoners’ rights, affectivity, sexuality, family visits, visual control

 

Sommario: 1. Premessa. 2. Inquadramento della questione: i diritti dei detenuti e l’affettività-sessualità intramuraria. 3. Il precedente: la sentenza n. 301 del 2012. 4. I nuovi fatti: l’ordinanza di rimessione del Magistrato di sorveglianza di Spoleto. 5. La decisione della Corte: la sentenza n. 10 del 2024. 6. Osservazioni conclusive.



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