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NUMERO 11 - 28/05/2014

 I delicati equilibri della democrazia greca dopo le elezioni europee del maggio 2014

La storia istituzionale della Grecia ha vissuto, dal finire degli anni '60, evoluzioni particolarmente travagliate. Come noto, la “democrazia coronata” greca soffrì l'esperienza del regime totalitario “dei colonnelli” avviato con il colpo di stato dell'aprile 1967 e protrattosi sino all'estate del 1974. Con la caduta del regime militare, il referendum istituzionale del 1974 segnò anche la fine dell'esperienza monarchica e l'instaurazione di una Repubblica di tipo parlamentare. La Costituzione greca del 9 giugno 1975 ha delineato una forma di governo articolata intorno ad un Parlamento monocamerale, al Governo ed al Presidente della Repubblica. Il Parlamento greco consta dunque della sola Camera dei deputati, costituita da un numero di membri fissato per legge e comunque non inferiore a duecento e superiore a trecento deputati. Il mandato della Camera dei deputati ha durata quadriennale. Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento e rimane in carica per cinque anni; al Presidente della Repubblica compete la nomina il Primo Ministro e su proposta di quest’ultimo la nomina e la revoca degli altri membri del Governo e dei Segretari di Stato. La forma di governo parlamentare greca è essenzialmente ricostruita con le caratteristiche tipiche del premierato: l'art. 37 della Costituzione dispone infatti che è nominato Primo Ministro il capo del partito che alla Camera dispone della maggioranza assoluta dei seggi. Il Governo, ovviamente, deve godere della fiducia della Camera dei Deputati... (segue)



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