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NUMERO 11 - 28/05/2014

 In Irlanda vincono gli indipendentisti . Fianna Fàil e Fine Gael Pareggiano

Il sistema di governo irlandese, pur presentando profili meritevoli di attenzione, non viene abitualmente considerato, dalla dottrina italiana e straniera, tra quelli emblematici. La difficoltà di reperimento delle fonti ne rende infatti particolarmente complesso lo studio che non manca, comunque, di presentare aspetti interessanti nel quadro delle realtà istituzionali contemporanee. L’elaborazione della Costituzione del 1937 si deve in larga, se non unica, misura alla spinta riformatrice impressa da Eamon De Valera, fondatore nel 1925 del Fianna Fáil, partito che, con la vittoria elettorale del 1932 rimase alla guida del Governo per ventuno anni, di cui sedici ininterrottamente (fino al 1948). La politica di progressivo sganciamento dell’Irlanda dalla Gran Bretagna rappresentò il punto fondamentale nella politica avanzata da De Valera sulla spinta della tradizione indipendentista condotta dai movimenti politici capeggiati dal Sinn Féin, il partito dei «noi soli»; tale politica diede avvio ad un processo di revisione istituzionale che trovò il suo formale riconoscimento in un documento che, dopo essere stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti e legittimato dal popolo nel referendum del 1º luglio 1937, entrò in vigore come Bunreacht na hÉireann  il 29 dicembre del 1937. La Costituzione di De Valera non rappresentò, comunque, il primo ed unico risultato nella definizione formale dell’assetto di governo irlandese; l’adozione nel 1922 dell’Irish Free State Constitution costituì un precedente a cui De Valera non poteva certo non riferirsi nell’elaborazione del nuovo testo costituzionale. L’Irish Free State Constitution, infatti, entrava in vigore a seguito del Trattato di pace anglo-irlandese del 6 giugno 1921 che costituiva il primo importante risultato dell’indipendenza dell’Irlanda, attraverso il riconoscimento alle ventisei contee dell’isola di affrancarsi dalla Gran Bretagna ed entrare a far parte dello Stato libero d’Irlanda, concedendo invece alle sei contee dell’Ulster, in gran parte protestanti, la possibilità di scegliere se dissociarsi... (segue)



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