Abstract [It]: Negli Stati Uniti, l’impiego di strumenti algoritmici di previsione del rischio di recidiva (cd. risk assessment tools) ha dato origine a un’ampia casistica giurisprudenziale, precedente e successiva al noto caso Loomis, chiamata a sindacare l’abuso di discrezionalità nel momento in cui il giudice assume la propria decisione (anche) sulla base del risultato algoritmico. Muovendo da siffatta casistica, ancora pressoché inesplorata, il presente contributo intende indagare il rinnovato perimetro della discrezionalità giudiziaria e il mutamento del suo esercizio dinanzi all’algoritmo predittivo.
Title: The new face of judicial discretion: perspectives and dangers from U.S. case law on risk assessment tools in sentencing
Abstract [En]: In the United States, the use of algorithmic tools for predicting the risk of recidivism (so-called risk assessment tools) has given rise to an extensive case law, preceding and following the well-known Loomis case, called upon to review the abuse of discretion when the judge makes his decision (also) on the basis of the algorithmic result. From such case law that is still almost unexplored, the essay aims to investigate the renewed perimeter of judicial discretion and the change in its exercise before the predictive algorithm.
Parole chiave: Risk assessment tools, algoritmi predittivi, giustizia penale, discrezionalità del giudice, abuso di discrezionalità
Keywords: Risk assessment tools, predictive algorithms, criminal justice, judicial discretion, abuse of discretion
Sommario: 1. Il perimetro dell’indagine: l’esercizio della discrezionalità di fronte all’algoritmo predittivo. 2. I risk assessment tools impiegati nel sentencing. 2.1. L’evoluzione storica della valutazione del rischio di recidiva negli Stati Uniti. 2.2. Breve descrizione del funzionamento dei tools. 2.3. L’acquisizione del risultato algoritmico da parte del giudice nella fase di determinazione in concreto della pena. 3. L’ampia casistica giurisprudenziale sui risk assessment tools: non solo Loomis. 4. (Segue) Critiche sistematiche e ordinamentali all’utilizzo nel sentencing degli strumenti predittivi. 5. (Segue) I primi argomenti a favore della legittimazione dell’uso dei tools da parte del giudice. 6. (Segue) Il peso dell’algoritmo nel percorso discrezionale del giudice: il labile confine tra reliance e consideration. 7. Esternalizzazione della discrezionalità giudiziaria e opacità dell’algoritmo: una insidiosa “relazione biunivoca”. 8. La motivazione come argine all’abuse of discretion? 9. Uno sguardo sull’Europa: i primi embrionali tentativi di regolare l’intelligenza artificiale all’interno dei sistemi giudiziari. 10. Alcuni spunti conclusivi: la formazione dei giudici e la ricerca di un nuovo principio processuale: algorithma novit curia.
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