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NUMERO 12 - 17/06/2009

 Belgio. Elezioni più europee in tempo di crisi e prove tecniche di astensionismo

Dopo l’allargamento dell’Unione, al Belgio spettano 24 seggi nel Parlamento europeo (contro i 25 assegnati in precedenza), 14 dei quali occupati dagli eletti nel collegio elettorale neerlandofono (Fiandre e Bruxelles), 9 dagli eletti nel collegio francofono (Vallonia e Bruxelles) e uno dagli eletti nel collegio germanofono.
La legge elettorale prevede la rappresentanza proporzionale, sulla base di quattro circoscrizioni elettorali (Fiandre, Vallonia, Regione germanofona e Regione di Bruxelles) e dei tre collegi elettorali accennati, corrispondenti alle diverse aree linguisitiche. E’ prevista la possibilità di esprimere voto di preferenza; i seggi vengono assegnati col metodo d’Hondt.
Le elezioni si sono tenute nella sola giornata del 7 giugno, insieme con le elezioni regionali.
Anche nelle elezioni europee di quest’anno era previsto il voto elettronico tramite terminale presso alcuni degli uffici elettorali (c.d. e-vote), ma non il voto elettronico a distanza (c.d. i-vote); i cittadini belgi residenti all’estero potevano chiedere l’iscrizione in apposite liste e votare per corrispondenza, mentre particolare attenzione è stata posta dai media al voto dei numerosi stranieri comunitari domiciliati in Belgio per motivi di lavoro, che potevano votare in loco.


(segue)



+ Scheda del Paese e risultati delle elezioni europee del 2004 e del 2009



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