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NUMERO 12 - 17/06/2009

 Repubblica Ceca. Elezioni europee 2009: alla ricerca della ragione nell'instabilità

La Repubblica Ceca è stata chiamata alle urne venerdì pomeriggio, 5 giugno, e sabato mattina 6 giugno 2009, per eleggere 22 membri del Parlamento europeo. La legge elettorale al riguardo risale al febbraio del 2003. La formula adottata è proporzionale, con ammissione al riparto dei seggi delle sole liste che, a livello nazionale, abbiano ottenuto almeno il cinque per cento dei voti validi. Ai fini delle elezioni per il Parlamento europeo l’intero territorio della Repubblica viene considerato un unico collegio nazionale. Le elezioni del 2004 furono vinte dal Partito civico democratico ODS (conservatore, favorevole all’adesione all’UE ma contrario a una prospettiva federalista), con il 30% dei voti (nove seggi). Al secondo posto giunse il KSČM, Partito comunista di Boemia e Moravia, con il 20,3 per cento (e sei eurodeputati), seguito dalla lista SNK-ED, Associazione degli indipendenti – Democratici europei, una formazione di dissidenti europeisti provenienti prevalentemente dalla ODS, che ottenne l’11 per cento dei voti (pari a tre seggi). I democristiani del KDU-ČSL ottennero il 9,6%, i socialdemocratici del ČSSD – con una tremenda sconfitta – appena l’8,8%, e infine un’altra lista di indipendenti – Nezavisli –, piuttosto populista, riuscì a conseguire l’8,2% dei voti. Queste tre ultime formazioni ottennero due seggi ciascuna.

(segue)



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