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NUMERO 12 - 17/06/2009

 Il voto europeo sanziona anche la Spagna socialista di Zapatero

Il 7 giugno 2009 (7-J), a distanza di poco più di un anno dalle elezioni generali del 2008, si sono svolte in Spagna le seste elezioni europee in cui sono stati eletti i 50 rappresentanti statali in seno al Parlamento europeo. A differenza delle elezioni europee del 2004, ampiamente riproduttive delle logiche competitive e dei risultati delle elezioni generali celebrate tre mesi prima, queste ultime si sono svolte in un contesto differente rispetto a quello che aveva dato vita il 12 aprile 2008 al II Governo socialista di Josè Luis Rodríguez Zapatero.
Il Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) si è sottoposto al voto elettorale in una situazione di piena crisi e recessione dell’economia nazionale e in un momento di indebolimento politico e parlamentare del suo Governo segnato, in particolare, dall’esito negativo delle elezioni autonomiche del marzo 2009 in Galizia e dalla perdita dei principali appoggi del Bloque Nazionalista Gallego (Bng) e del Partito Nazionalista Vasco (Pnv) in seno al Congresso dei Deputati.

(segue)



+ Scheda del Paese e risultati delle elezioni europee del 2004 e del 2009



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