Proviamo ad essere ottimisti. Ipotizziamo che il governo Monti riuscirà a risolvere la crisi di credibilità dell'Italia in Europa e di fronte ai mercati finanziari mondiali, innescando nel nostro paese positivi fenomeni di risparmio della spesa pubblica, inserendo liberalizzazioni significative che vadano a colpire aree troppo protette della nostra società, intervenendo in modo sostanziale su mercato del lavoro, strumenti di sicurezza sociale, pensioni. E ipotizziamo anche che Monti - nella permanente difficoltà di tutti i partner europei - riuscirà a mandare ancora più avanti, finalmente verso un punto di non ritorno, il federalizing process europeo, durato comunque poco più di cinquanta anni a fronte dei cento anni degli Stati uniti d'America. Ma per mettere in sicurezza i successi di questa fase e mantenere l'Italia in Europa, bisogna dotarsi di una macchina istituzionale più efficiente di quanto tradizionalmente è quella italiana... (segue)
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Appunti sui processi costituzionali in tema di fine-vita (dalla peculiare prospettiva dei terzi intervenuti in giudizio)
Stefano Agosta (08/04/2026)
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Spunti per un inquadramento giuridico dei beni comuni materiali non globali
Agnese Felicetti (08/04/2026)
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Il demanio costiero tra la tutela dell’ambiente e la concorrenza
Vincenzo Ferraro (08/04/2026)
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L’indipendenza delle autorità di controllo per la protezione dei dati personali alla prova delle recenti prassi nazionali
Anna Fiorentini (08/04/2026)
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The Fiction of Non-Entry in South American Airports: Evidence from Brazil, Chile, and Ecuador
Sara Mariella Lambertini Martinez (08/04/2026)
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Linguaggio della Costituzione e linguaggio dei suoi interpreti
Antonio Ruggeri (08/04/2026)
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L’emergenza climatica e le corti regionali dei diritti umani
Raffaele Roberto Severino (08/04/2026)
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Un regime edilizio dimidiato per gli immobili condonati?
Duccio Maria Traina (08/04/2026)