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FOCUS - Human Rights N. 2 - 29/10/2018

 La fraternité da valore a principio. Considerazioni sulla sentenza del Conseil constitutionnel francese del 6 luglio 2018

Il 6 luglio 2018 il Conseil constitutionnel, interpellato attraverso due questioni prioritarie di costituzionalità (2018-717/718), ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale della disciplina relativa all'ingresso e al soggiorno di stranieri irregolari, in particolare per quanto concerne i casi (e le relative eccezioni) che riguardano ciò che è comunemente conosciuto come il “reato di solidarietà” (artt. L. 622-1 e 622-4 della legge n. 2012-1560). Le censure dei giudici di Palais Royal sono andate sia nella direzione di includere anche l'assistenza alla circolazione (in territorio francese) tra le condotte potenzialmente coperte dalle cause di giustificazione, sia in quella di riconoscere la "ragione umanitaria" come sufficiente a giustificare tutte le azioni di supporto disinteressato ai migranti previste al n. 3 dell'art. L 622-4. Ogni attività orientata a procurare l'entrata illegale nello Stato rimane invece estranea all'ambito di operatività delle scriminanti. Da un punto di vista sistematico, la grande novità della pronuncia consiste nell’elevare la fraternité da semplice valore a principio di rango costituzionale e di porla al fianco dei già ampiamente riconosciuti liberté ed egalité. Tale scelta ha, però, dato luogo ad un acceso dibattito tra i costituzionalisti (cfr. infra §5). La sentenza ha un’indubbia importanza politica, più dubbio, invece, è l’impatto giuridico della decisione sull’ordinamento. Al fine di poter comprendere il suo valore è necessario primariamente ripercorrere natura ed evoluzione del cd. “reato di solidarietà”. Esula dall’oggetto di indagine della presente ricerca l’analisi della generale disciplina dell'immigrazione e dell’asilo, che è trattata solo en passant e solo nella stretta misura di interesse per il reato in questione… (segue)



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