Log in or Create account

FOCUS - Fonti del diritto N. 1 - 23/07/2018

 Presenti o votanti? Il computo degli astenuti nel Parlamento italiano

La principale e più nota differenza tra i Regolamenti parlamentari delle due Camere è stata sicuramente identificata per lungo tempo (ed in parte ancora oggi) nella modalità di computo degli astenuti.

Non di rado, specialmente nel gergo politico degli ultimi decenni, si è sentito parlare o scrivere del diverso modo di computare gli astenuti al Senato e alla Camera dei deputati: "al Senato l'astensione equivale a voto contrario", si diceva, ed anche in ragione di questa differenza - non l'unica - a volte è stato più difficile conseguire e mantenere una salda maggioranza in quel ramo del Parlamento.

Ciò in quanto la Camera, per antica consuetudine, non computa gli astenuti nella determinazione della maggioranza deliberativa, giudicandoli non votanti, laddove invece il Senato li ha sempre considerati votanti e -  fino alla fine della XVII legislatura - li ha tenuti in considerazione ai fini del calcolo della maggioranza.[1]

Sul punto la dottrina ha da tempo rilevato la notevole incidenza che poteva determinarsi da parte di orientamenti procedurali difformi tra i due rami del Parlamento sull'applicazione in concreto dei principi contenuti nella Costituzione, [2] con possibili conseguenze «di ampio rilievo politico, suscettibili di ripercuotersi sul piano costituzionale».[3]

Dopo la riforma del Regolamento del dicembre 2017[4] che attraverso una puntuale modifica all'articolo 107 R.S. ha sostanzialmente esportato anche in Senato la modalità di computo degli astenuti in uso presso la Camera dei deputati, dalla XVIII legislatura anche a Palazzo Madama l'astensione è considerata a tutti gli effetti un cd. voto neutro[5], utile ai soli fini del numero legale. Ciò con evidenti ripercussioni anche sulla vita politica del Paese, come hanno dimostrato le ipotesi circolate all'indomani del voto del 4 marzo 2018[6] ed i più recenti sviluppi in relazione alla formazione del Governo Conte[7].

Eppure, i concetti di numero legale, maggioranza nelle deliberazioni, presenti, votanti, astenuti sono spesso confusi tra loro, non contribuendo alla chiarezza, in primo luogo, del dibattito politico.

In questo senso, la riforma dell'istituto delle astensioni nel Regolamento del Senato, e la sua prima applicazione nella XVIII legislatura, costituiscono l'occasione per ripercorrere in breve la storia e la natura giuridica degli istituti che regolano la legittimità delle deliberazioni nell'ordinamento parlamentare.



Execution time: 18 ms - Your address is 54.162.159.33