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FOCUS - Parlamento e governo parlamentare in Italia. Verso un affresco contemporaneo. N. 3 - 15/04/2019

 Dal Parlamento delle leggi al Parlamento dei controlli

In un’immaginaria mappa istituzionale il Parlamento si troverebbe nell’intersezione tra partiti e società. È scelto dai cittadini ed è governato dai partiti. Al contempo, società e partiti hanno in corso un profondo processo di trasformazione che si riverbera ineluttabilmente sul Parlamento. Non ho usato l’espressione “declino”. Se siamo nel pieno di un cambiamento d’epoca, come ormai molti ritengono, sulla traccia di un famoso discorso dell’attuale Pontefice (Firenze, 2016), è inevitabile che il cambiamento investa anche partiti, società e Parlamento. Fernand Braudel ci ha insegnato che ad ogni decisivo mutamento della struttura produttiva, ad ogni profonda innovazione dell’habitat in cui si svolge la vita della comunità, corrispondono trasformazioni del quadro istituzionale. Emergono nuove soggettività che costituiscono il coerente frutto di quelle innovazioni. I vecchi soggetti cercano di addomesticare le innovazioni interpretandole come semplici varianti del passato; i nuovi soggetti invece ne colgono la potenza trasformatrice e mettono in campo soluzioni dirette a trarne i maggiori vantaggi. È quanto sta accadendo da noi, anche nei confronti del sistema istituzionale. I vecchi soggetti rimpiangono il passato e cercano di riportarlo alla luce, nostalgici dell’antico assetto. Si tratta di sforzi che possono dar corpo ai ricordi, non sempre corretti, ma appaiono inadeguati rispetto alle attuali esigenze. I nuovi soggetti tentano di servirsi del cambiamento per adeguare il sistema istituzionale alle loro esigenze. È ragionevole. Ma occorre abbandonare lo spirito iconoclasta ed evitare il rischio della banalizzazione dei problemi. Si rischia di distruggere componenti che sono essenziali in qualsiasi sistema democratico… (segue)



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